Per la prima volta la manifestazione ospita l’Isola del Silenzio, progetto di Letteratura Rinnovabile da un’idea di Marco Zapparoli. Sul numero speciale «la Lettura» #285, a 56 pagine, in edicola fino a sabato 20 maggio un intervento del violinista Salvatore Accardo e un articolo di Severino Colombo illustrato con una tavola tratta dal silent book Linee di Suzy Lee.

Lasciare fuori voci e rumori

L’Isola del Silenzio è un’installazione realizzata con materiali rinnovabili dove, dal 18 maggio al 22 maggio, i visitatori del Salone possono ritagliarsi dieci minuti di pace, relax e silenzio. Per accedere occorre presentare all’ingresso un’apposita «banconota» che si ritira presso stand del Salone e librerie della città. Nei giorni della manifestazione lo spazio ospita diverse attività silenziose. La proposta del Salone coglie lo spirito della nostra epoca, dove il silenzio, come tema filosofico o come esperienza, suscita molto interesse. L’Isola del Silenzio è collocata al Padiglione 1 B25; l’accesso avviene dietro presentazione di una «banconota» del valore di 10 minuti di silenzio. La cartamoneta è distribuita negli stand del salone e nelle librerie della città in 30 mila esemplari. Lo spazio può ospitare fino a 15 persone contemporaneamente. La permanenza all’interno è, come indica la banconota, di massimo 10 minuti. La presentazione ufficiale dell’Isola del Silenzio è giovedì 18 maggio, ore 16.30, alla Sala Editoria, con la partecipazione di Duccio Demetrio, Alessio Battistella e Luca Giarmanà; moderatore: Marco Zapparoli

L’Isola del Silenzio è un progetto di Letteratura Rinnovabile, nato da un’idea di Marco Zapparoli, fondatore di Marcos y Marcos. Lo spazio è stato progettato dall’architetto Alessio Battistella. «Costruire un luogo dove ascoltare il silenzio è un gesto che ha a che vedere con l’isolamento, che conduce all’introspezione — ha dichiarato Battistella —. Condizioni raggiungibili attraverso un processo la cui trasposizione spaziale è rappresentata da un percorso».

Le parole del silenzio

«Scrivere il silenzio, rievocarne momenti cruciali, per poi rileggerne gli incanti o i drammi che punteggiarono la nostra vita, è difendersi dalle aggressioni dei suoni molesti. È scoprire che possiamo allontanarci dal vocìo insistente, dagli assalti indebiti di ogni frastuono. Possiamo scoprire, riga dopo riga, che la penna sa generare “isole di silenzio”». Sono parole di Duccio Demetrio, ideatore dell’Accademia del Silenzio (insieme con Nicoletta Polla-Mattiot). Proprio in collaborazione con l’Accademia è in programma nell’Isola del Silenzio il «Laboratorio di parole taciturne».

La prima sessione del «Laboratorio di parole taciturne» si tiene giovedì 18 maggio dalle 18.45 alle 20.30 ed è condotta da Duccio Demetrio con Luca Giarmanà. Gli appuntamenti successivi vedono la presenza di Paolo Anselmi (il 19), Nicoletta Polla-Mattiot (il 20) e Giampiero Comolli (il 21). All’interno dello spazio è allestita la mostra Libri senza parole, che riunisce silent book ovvero libri con illustrazioni ma senza parole, provenienti da tutto il mondo e selezionati da Ibby Italia e dal Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni. Invece, all’esterno dell’Isola, nei giorni del Salone, si tiene un ciclo di «Letture a bassa voce» curate dal Circolo dei lettori di Torino.

Scivolare sulle linee

Suzy Lee (Seul, Corea del Sud, 1974) è una delle più importanti autrici di storie illustrate per bambini (con e senza parole). Già candidata all’Hans Christian Andersen Award, l’autrice, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, ha firmato i libri L’onda, Mirror e Ombra, tre silent book che compongono la cosiddetta «trilogia del limite». Il suo ultimo lavoro si intitola, invece, Linee ed è pubblicato, come i precedenti, da Corraini. Suzy Lee, che vive e lavora a Singapore, arriva in Italia per partecipare al Salone. Giovedì 18 conduce un Laboratorio per bambini, alle 11.45, mentre, alle 16.30, allo Spazio Book, anima l’incontro Leggere i silent book; infine, alle 19, è previsto un firmacopie al Bookshop Corraini Lingotto, alla Pinacoteca Agnelli, dove è anche allestita una piccola mostra di suoi lavori.

Oltre a Torino l’autrice sarà sabato 20 maggio a Milano: appuntamento al Bookshop Corraini del Piccolo Teatro, al chiostro Nina Vinchi (via Rovello 2), per il workshop Skating on paper (ore 15-18); i partecipanti realizzeranno un disegno a staffetta su un grande rotolo di carta, ognuno realizzerà il proprio tratto a partire dal disegno di chi lo ha preceduto, associando in maniera libera immagini e parole. Il workshop è organizzato in collaborazione con Mimaster illustrazione (costo: € 80; iscrizione attraverso il sito www.mimasterillustrazione.com). A seguire Suzy Lee presenta il nuovo libro e dialoga con Pietro Corraini (Corraini Edizioni) e Ivan Canu (Mimaster Illustrazione); l’incontro è a ingresso gratuito.

Pattinare e disegnare. Sempre linee

L’ultimo libro di Suzy Lee, Linee, è una poetica avventura che riguarda alcuni pattinatori; «la Lettura» ha rivolto qualche domanda all’autrice. Da dove a preso ispirazione? «Ho guardato le gare di pattinaggio di Yuna Kim su YouTube molte volte per disegnare Linee». Oltre che disegnatrice lei è anche una pattinatrice? «Io? Il mio livello di pattinaggio è… meglio che pattinare siano i miei bambini. Io posso solo andare dritta, e questo è tutto».

«Quando ero una ragazzina, c’era una risaia nelle vicinanze che veniva trasformata in una meravigliosa pista di ghiaccio all’aperto in ogni periodo invernale — racconta Suzy Lee a «la Lettura» —. Non ero brava a pattinare ma mi sono divertita. Ricordo la calda luce solare invernale e la liscia superficie fredda del ghiaccio; amavo le tracce e i segni che i miei pattini lasciavano dietro di me. Forse è stato questo uno dei motivi per cui è nato Linee. Le “linee” raccontano una storia di pattinaggio, ma sono anche l’atto del disegnare».

Il «Silenzio» di Endo ha ispirato registi e musicisti

Silenzio (2016) è un film di Martin Scorsese uscito in Italia all’inizio del 2017. Racconta la storia di alcuni padri gesuiti in missione in Giappone che vengono perseguitati a causa della loro fede cristiana e, alcuni, costretti con la tortura ad abiurare. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Shusaku Endo, apparso nel 1966 e ora pubblicato in Italia da Corbaccio. Il silenzio cui fa riferimento il titolo è quello di Dio verso coloro che ne invocano l’intervento salvifico.

Il romanzo di Shusaku Endo, in patria ha ricevuto il premio Tanizaki; prima dell’adattamento realizzato da Scorsese, l’opera era stata portato al cinema da Masahiro Shinoda (1966) e da João Mário Grilo (1993); The Golden Country è, invece, la versione teatrale. Il libro di Endo ha anche ispirato i compositori Teizo Matsumura e James MacMillan che ne hanno tratto rispettivamente un’opera e una sinfonia.

Un silenzio bestseller

«L’Antartide è il luogo più silenzioso in cui sia mai stato. Sono andato da solo al Polo Sud, e in quel paesaggio monotono che si estendeva innanzi a me a perdita d’occhio non si udivano altri rumori umani se non i miei. Da solo sul ghiaccio, circondato dal grande nulla bianco, riuscivo a sentire e percepire il silenzio». È un passaggio dal libro Silenzio. Uno spazio dell’anima (Einaudi Stile libero) del viaggiatore norvegese Erlin Kagge.

Il libro di Kagge è formato da trentatré riflessioni nate da esperienze vissute, incontri e letture: il volume, uscito quest’anno, è stato tra marzo e maggio tra i titoli più venduti nel genere Saggistica. Del libro si è occupato su «la Lettura» #283 Pietro Citati: «Kagge cerca il silenzio assoluto, quando il nostro cervello smette di lavorare e di pensare — ha scritto Citati —: allora “il tempo sta fermo”, come dice Kierkegaard. Tentiamo di fare silenzio dentro di noi: ma la nostra mente è sempre piena di idee ingovernabili; i ricordi e le immagini si affollano, cercando di catturare la nostra attenzione. Ma Kagge è convinto che tutti possano trovare il silenzio dentro di sé, anche se sono circondati dai rumori».

La lezione del saggio silenzioso

Al tema del silenzio come occasione di sviluppo spirituale dell’essere umano e come ricerca di sé è dedicato il volume di Giuliano Boccali, Il silenzio in India. Un’antologia, pubblicata da Mimesis e Accademia del Silenzio. Lo studioso Boccali, per oltre quarant’anni docente di Indologia e letteratura sanscrita all’Università di Venezia Ca’ Foscari e alla Statale di Milano, ha selezionato passi, la maggior parte inediti in italiano, di testi che spaziano dal VII secolo avanti Cristo al XII dopo Cristo, sul tema del silenzio e sulla figura del «saggio silenzioso».

«Il saggio silenzioso, che peregrina donando l’assenza di timore a tutti gli esseri, non prova in nessun luogo timore a causa degli esseri.
Interiorizzando l’offerta del fuoco dentro al proprio corpo, egli offre il fuoco corporeo nella sua bocca.
Con le oblazioni delle pire funebri divenute per lui cibo dimenticato, quel saggio percorre il mondo».
È un passaggio dal Mahabharata (XII, 192, 3-8) scelto e spiegato da Boccali nel libro Il silenzio in India.

Traversate mozzafiato

«Un filo di silenzio» è l’evento che lunedì 22 maggio conclude l’esperienza dell’«Isola del Silenzio». Protagonista è Andrea Loreni, di professione funambolo, che oltre a raccontare le sue traversate a grandi altezze condivide con il pubblico il training con cui si prepara alle sue imprese: alla base ci sono meditazione, concentrazione e silenzio. L’appuntamento è in collaborazione con «Torino Spiritualità»

Loreni, funambolo italiano specializzato in camminate su cavo d’acciaio a grandi altezze, ha lanciato il progetto «Zen e funambolismo. Alla ricerca dell’essere autentico», il punto cardine è la traversata su cavo di acciaio del lago del tempio zen Sogen-ji in Giappone, impresa finanziata con il crowdfunding, che l’acrobata compirà ad agosto 2017. Il sito di Loreni è http://ilfunambolo.com

Severino Colombo

Questo articolo è apparso per la prima volta su Corriere.it.

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