Al Salone del Libro, purtroppo poco pubblicizzato, c’era L’Isola del silenzio, un piccolo padiglione dedicato alla quiete e alla calma, dove risposare le orecchie e lo spirito.

Isolato al 65%, con una luce tenute, le scritte sul pavimento e i cuscini su cui sedersi, un centinaio e più di persone al giorno si sono prese qualche minuto di riposo. “Venivano principalmente per curiosità o attirati dalle mie spiegazioni”, racconta Matteo, volontario dell’alternanza scuola-lavoro. Fuori, disponibili a chi entrava nell’Isola, alcuni libri dedicati al silenzio: tattili e senza parole, nati con l’obiettivo di parificare i bambini italiani e i bambini migranti appena sbarcati in Italia. Un bel progetto, che avrebbe potuto essere ancora più bello se meglio sponsorizzato dal Salone.

Martina Pagani

Questo articolo è apparso per la prima volta su FuturaNews.

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