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E nel 2890 Avanti Cristo ?
Nella caverna sacra l'aria cominciava a ristagnare. Il fuoco che ardeva al centro consumava buona parte del poco ossigeno a disposizione. Distribuiti lungo le pareti gli uomini, coperti di tuniche di tela, continuavano ad incidere segni sulla roccia liscia e chiara. La tensione era palpabile; tra poco sarebbe arrivato il capo villaggio, con gli stregoni e i suoi consiglieri, che avrebbe dovuto approvare o meno il loro lavoro e da questo poteva dipendere perfino la loro vita.
Lous sentiva il cuore battergli forte. Nonostante le rassicurazioni del suo amico Archiom, con cui divideva la parete più vicina all'ingresso, percepiva che c'era qualcosa nei suoi disegni che avrebbe potuto metterlo nei guai. Forse il grande capo Benu non avrebbe apprezzato il suo lavoro. Eppure lui non aveva fatto altro che raccontare, sotto forma di disegno, la pura verità; o sarebbe stato proprio questo a non essere accettato ?. Benu non aveva forse più volte punito coloro che nelle incisioni non lo avessero descritto come un dio, alto, forte, capace di qualsiasi impresa, anche amorosa, illustrata sempre con più donne contemporaneamente ?.
La sua descrizione si divideva in due scene, nella prima si vedeva una belva sull'orlo di uno strapiombo ed il capo villaggio Benu ai suoi piedi, armato di lancia, che guardava nella direzione opposta; nella scena successiva si vedeva la belva, anch'essa sotto la rupe, con Benu che, sovrastandola, ormai sconfitta, gli teneva la lancia infilata nel collo. In effetti Lous, non visto, aveva davvero assistito alla scena che aveva descritto: Una belva si aggirava sull'orribile dirupo che dominava il lato est del villaggio. Accecata dalla fame cercava di stanare una preda ma si era spinta troppo oltre il bordo ed era precipitata di sotto. Il capo Benu, che passava di lì per caso, era stato quasi investito dalla belva, che, cadendo, aveva battuto violentemente la testa. L'intuizione doveva essergli arrivata fulminea, vedendo che stavano arrivando alcuni abitanti del villaggio, non aveva perso tempo e aveva infilato la sua lancia nel collo della fiera già in fin di vita per la caduta.
Quella sera stessa venne organizzata una grande festa in onore dell'incredibile atto di coraggio del capo Benu che aveva affrontato una belva così grossa. Quindi in fondo perché preoccuparsi ? I suoi disegni non erano altro che il resoconto degli avvenimenti così come si erano svolti. I pensieri di Lous vennero bruscamente interrotti dall'ingresso del gran capo Benu nella grotta sacra. Tutte le attività vennero di colpo interrotte. Gli uomini si allontanarono dalle pareti per fare spazio al capo villaggio ed al suo seguito. La parete con le incisioni di Archiom, sulla quale era dettagliatamente descritto un incontro amoroso tra Benu ed alcune giovani fanciulle, suscitò un evidente compiacimento ed una serie di elogi, considerando anche che il protagonista in realtà era privo di attrattiva per qualsiasi essere appartenente all'universo femminile. Il viso arcigno e il naso adunco di Benu divennero all'improvviso ancora più deformi nel momento in cui il suo sguardo si posò sui disegni di Lous.
- A quanto pare, Lous, non vuoi proprio capire come vanno descritti i fatti e come vadano tramandati alle genti che verranno, non hai fatto in alcun modo tesoro della vicinanza del tuo amico Archiom. Nei millenni che verranno non esisterà un potere più grande che il controllo di tutti gli strumenti per raccontare solo quello che piacerà a noi stessi. Mi rendo conto che hai certamente bisogno che ti spieghi, in maniera più approfondita, come voglio che vengano raccontati gli avvenimenti importanti, accaduti nel villaggio, sotto l'occhio benevolo dei nostri sacri dei. Ti aspetto, quindi, a mezzanotte, in cima alla rupe, che hai così abilmente descritto. Saremo soli e potremo discorrere con tutta la tranquillità necessaria....!
In quel momento il cuore di Lous.... si congelò.
Giulio Verne, La giornata di un giornalista americano nel 2890
La tournèe quotidiana stava per cominciare. Dapprima Francis Bennett entrò nella sala dei romanzieri d'appendice.
Questa sala era molto grande e sormontata da una larga cupola traslucida. In un angolo, diversi apparecchi telefonici per mezzo dei quali i cento letterati dell'Earth-Herald raccontano cento capitoli di cento romanzi ad un pubblico impaziente.
Vedendo uno dei romanzieri che si prendeva cinque minuti di riposo: “Molto bene, mio caro”, gli disse Francis Bennett, “molto bene, il suo ultimo capitolo. La scena in cui la giovane contadina discute con il suo spasimante alcuni problemi di filosofia trascendente, è di notevole raffinatezza. Mai sono stati descritti meglio i costumi campestri. Continui mio caro Archibald, coraggio. Diecimila abbonati nuovi da ieri, grazie a lei!”
“Signor John Last”, riprese rivolgendosi ad un altro dei suoi collaboratori, “sono meno soddisfatto di lei. Il suo romanzo non è vissuto! Lei corre troppo presto alla conclusione. E allora, l'indagine psicologica? Bisogna andare a fondo! Non è con una penna che si scrive nella nostra epoca, è con un bisturi! Ogni comportamento della vita reale è la risultante di una successione di pensieri fuggenti, che bisogna descrivere con cura per creare un essere vivente. E che c'è di più facile servendosi dell'ipnotismo elettrico, che sdoppia l'uomo e libera la sua personalità. Si guardi vivere, mio caro John Last! Imiti il suo collega che complimentavo un momento fa. Si faccia ipnotizzare....Come? Lei lo fa, dice?...Non abbastanza, allora, non abbastanza!”
Dopo aver impartito questa piccola lezione, Francis Bennett prosegue la sua ispezione ed entra nella sala dei reportage. I suoi millecinquecento reporter, piazzati in quel momento davanti ad un ugual numero di telefoni, comunicavano agli abbonati le notizie ricevute nella notte dai quattro angoli della terra.
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