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La cripta di Fra' Galdino
La voce di Fra' Galdino era poco più di un sibilo, che si confondeva fra gli spifferi della cripta.
"Sapete... sapete di quel miracolo delle noci che... avvenne molt'anni or sono in quel nostro convento in Romagna? Sì?"
In un unico movimento Lucia e Agnese rabbrividirono, fecero cenno di no e si strinsero l'una all'altra. Ascoltare una storia raccontata da quella bocca sdentata... Ma in fondo che scelta avevano? Ne aveva mai avuta una, la povera gente come loro?
"In quel convento – iniziò Fra' Galdino – c'era un padre dei nostri, un santo. Si chiamava padre Macario, sì... Un giorno d'inverno passò per una viottola, in un campo d'un nostro benefattore. Il benefattore era vicino a un suo gran noce – albero stregato! albero di Satana e delle sue spose!"
Fra' Galdino tossì violentemente. Schizzi rossi finirono sul pavimento dove era seduta Lucia, che ritrasse i piedi cercando di farli scomparire sotto l'orlo della veste..
"Un noce, dicevo, sì sì. E quattro contadini intorno, con le zappe in aria. 'Che fate voi a quella pianta diabolica?', domandò padre Macario. 'Ne faccio legna', voleva dire il benefattore. Ma tra le radici sbucò un cadavere. Un morto, che in meno che non si dica sbranò una mano a uno dei contadini, sì, e ne eviscerò un altro con un artiglio. Finché non fu decapitato e finito a colpi di zappa.
'Rimettetelo sotto alle radici', disse Macario. 'Reclamo l'albero stregato per il nostro convento. Quest'anno farà più noci che foglie'. Il benefattore fece cenno di obbedire e i contadini superstiti eseguirono, per poi bruciare i corpi dei compagni prima che la peste della viva morte li corrompesse. A padre Macario che si allontanava, il benefattore promise che metà del raccolto sarebbe stata donata al convento. Sì, fu proprio così."
La bocca di Fra' Galdino si storse in un ghigno. Aveva labbra rugose come il dorso di una noce.
"Il benefattore morì in un assalto di morti vivi. E padre Macario, saputo che nel frattempo il noce aveva prodotto in quantità, andò dal figlio a reclamare la sua parte. Ma fu cacciato via in malo modo. 'Pensate ai vostri morti, che avete in abbondanza anche tra i frati, e dimenticate le noci', disse il giovane al nostro padre."
"E sapete ora cosa avvenne? Sentite questa. Un giorno lo scapestrato si vantò coi sui amici, tra un gozzoviglio e l'altro, del bello scherzo tirato al nostro convento, sì. Li portò in granaio, a vedere quel gran mucchio di noci. Infilò la mano in uno dei sacchi... e la ritrasse subito. Morì pochi istanti dopo, ma fece in tempo a vedere cosa aveva morso la sua mano. Tanti piccoli teschi, duri come noci. Con i denti come minuscole tenaglie.
"Fu un esempio, questo, sì. Perché poi da tutte le case del paese arrivarono noci in quantità, quasi fosse una gara. Si faceva tant'olio che ogni sopravvissuto veniva a prenderne, secondo il suo bisogno. E tutti temevano più noi dei morti vivi, sì. Perché noi siamo come il mare, che è fatto di gocce. Una goccia da sola è poca cosa, ma tante gocce tutte insieme sono un'onda che scava rocce, sommerge i viventi, sì, e ricopre le vallate."
Ciò detto, il lume si spense. Agnese e Lucia non videro Fra' Galdino andarsene dalla cripta, ma quando riaccesero la fiamma egli non c'era più, quasi come se nemmeno ci fosse stato, e il racconto fosse stato solo un'eco degli spifferi di quella cripta umida.
Alessandro Manzoni, I Promesso Sposi
- E per far tornare il buon tempo, che rimedio c'è, la mia donna? L'elemosina. Sapete di quel miracolo delle noci, che avvenne, molt'anni sono, in quel nostro convento di Romagna?
- No, in verità; raccontatemelo un poco.
- Oh! dovete dunque sapere che, in quel convento, c'era un nostro padre, il quale era un santo, e si chiamava il padre Macario. Un giorno d'inverno, passando per una viottola, in un campo d'un nostro benefattore, uomo dabbene anche lui, il padre Macario vide questo benefattore vicino a un suo gran noce; e quattro contadini, con le zappe in aria, che principiavano a scalzar la pianta, per metterle le radici al sole. " Che fate voi a quella povera pianta? " domandò il padre Macario. " Eh! padre, son anni e anni che la non mi vuol far noci; e io ne faccio legna ". " Lasciatela stare, disse il padre: sappiate che, quest'anno, la farà più noci che foglie ". Il benefattore, che sapeva chi era colui che aveva detta quella parola, ordinò subito ai lavoratori, che gettasser di nuovo la terra sulle radici; e, chiamato il padre, che continuava la sua strada, " padre Macario, gli disse, la metà della raccolta sarà per il convento ". Si sparse la voce della predizione; e tutti correvano a guardare il noce. In fatti, a primavera, fiori a bizzeffe, e, a suo tempo, noci a bizzeffe. Il buon benefattore non ebbe la consolazione di bacchiarle; perché andò, prima della raccolta, a ricevere il premio della sua carità. Ma il miracolo fu tanto più grande, come sentirete. Quel brav'uomo aveva lasciato un figliuolo di stampa ben diversa. Or dunque, alla raccolta, il cercatore andò per riscotere la metà ch'era dovuta al convento; ma colui se ne fece nuovo affatto, ed ebbe la temerità di rispondere che non aveva mai sentito dire che i cappuccini sapessero far noci. Sapete ora cosa avvenne? Un giorno, (sentite questa) lo scapestrato aveva invitato alcuni suoi amici dello stesso pelo, e, gozzovigliando, raccontava la storia del noce, e rideva de' frati. Que' giovinastri ebber voglia d'andar a vedere quello sterminato mucchio di noci; e lui li mena su in granaio. Ma sentite: apre l'uscio, va verso il cantuccio dov'era stato riposto il gran mucchio, e mentre dice: guardate, guarda egli stesso e vede... che cosa? Un bel mucchio di foglie secche di noce. Fu un esempio questo? E il convento, in vece di scapitare, ci guadagnò; perché, dopo un così gran fatto, la cerca delle noci rendeva tanto, tanto, che un benefattore, mosso a compassione del povero cercatore, fece al convento la carità d'un asino, che aiutasse a portar le noci a casa. E si faceva tant'olio, che ogni povero veniva a prenderne, secondo il suo bisogno; perché noi siam come il mare, che riceve acqua da tutte le parti, e la torna a distribuire a tutti i fiumi.
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