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Maria Chiara Ragazzi - Anton Cechov |
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Il guardiano del faro
Era una tiepida notte di fine maggio che annunciava già l’imminente arrivo dell’estate; la luna, piena e maestosa, dominava incontrastata nel cielo di velluto e riversava la sua luce argentea sulla spiaggia e sulle onde che la lambivano. Luigi mi camminava al fianco e fissava rapito un punto indefinito dell’orizzonte marino.
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Marta Rivetti - Luigi Pirandello |
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Una giornata, forse
Posso dirle solo questo: stavo dormendo e probabilmente anche sognando, perché ho in testa delle immagini colorate che altro non possono essere se non uno strascico di sogno. Se chiudo gli occhi vedo tutto giallo, giallo come può esserlo un campo di girasoli in pieno sole. Che poi per suggestioni varie mi viene in mente una poesia, dove nascono bionde trasparenze e vapora la vita come profumo …
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Giuseppe Roncari - Fedor M. Dostoevskij |
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Principe Myśkin
Lev E non credere… i bambini tutto comprendono! Sì! Tutto, tutto, tutto! Io ne ho visto uno correr più tosto d’un passero alla briciola ’nvolata per portare un pane di nascosto ad una povera disgrazïata…
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Elena Rotondi - Lewis Carrol |
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La piccola Clara era veramente stufa di starsene appollaiata vicino a sua sorella che dormiva. Era la prima volta che andava al Cinema, questa cosa nuova, che affascinava tutti, ma non appena spensero le luci, tutti si addormentarono. Dormivano proprio tutti, da sua sorella al cassiere e Clara con fastidio si chiese: “ a che pro venire al Cinema se ti addormenti subito?!”
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Elisa Rubio Frost - Edgar Allan Poe |
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L’uomo della metropolitana
Sul finire di un pomeriggio invernale, sedevo in un caffè della metropolitana milanese. Vedevo la gente solo come massa di esseri associati da una relazione di lontananza. Quel tutto generico era, in realtà, la dimostrazione delle innumerevoli varietà di figure, abiti, atteggiamenti, visi e fisionomie. Ed ogni singolo individuo della folla era lontano da tutti gli altri: erano lì assieme, stretti nella calca, ma il pensiero di ognuno era altrove rispetto a quello altrui.
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Lorenzo Trenti - Alessandro Manzoni |
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La cripta di Fra' Galdino
La voce di Fra' Galdino era poco più di un sibilo, che si confondeva fra gli spifferi della cripta.
"Sapete... sapete di quel miracolo delle noci che... avvenne molt'anni or sono in quel nostro convento in Romagna? Sì?"
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Paola Tudino - Nikolaj V. Gogol' |
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Le origini di un Martens
Nel dipartimento di Cuissardes è sempre meglio specificare in quale dipartimento. Non c’è niente di più divertente di ogni sorta di dipartimenti, reggimenti, tradimenti e fallimenti in una parola di ogni sorta di ordine dispocratico. Ora, ora mai ogni pubblico cittadino ritiene che nella sua persona venga offesa tutta la privata società. Dicono (voci di quartiere) che non da molto circoli un elogio di un capitano Glava Pravitel’ stva1, del medesimo dipartimento, nel quale egli espone chiaramente che le istituzioni statali vanno a gonfie vele e che il loro sacro nome viene portato alto.
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Luigi Tuveri - Heinrich von Kleist |
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Un Natale così bianco
Ai piedi dell’A4, tra Bergamo e Brescia, sorgeva un piccolo paese di cui ancora oggi, scendendo dal lago d’Iseo, sono visibili le macerie.
Tutto ebbe inizio una vigilia di Natale, dieci lustri fa, quando alla porta di Pino Pepi bussò Samìa, infreddolita, gravida e clandestina. Per compassione, sapendo di violare l’ordinanza comunale che sanciva l’arresto d’ogni sans-papier, Pino la fece entrare, le offrì un the e la lasciò a riposare nella camera degli ospiti.
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Giulia Valsecchi - Fedor M. Dostoevskij |
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Notti sorde
Dicevano che gli abitanti di Gioia Tauro e delle vicinanze, per la loro naturale diffidenza e severità, incutessero paura al primo sguardo; chi aveva frequentato le isole, invece, si distingueva per una tranquilla rassegnazione.
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Luigi Varrone - Giulio Verne |
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E nel 2890 Avanti Cristo ?
Nella caverna sacra l'aria cominciava a ristagnare. Il fuoco che ardeva al centro consumava buona parte del poco ossigeno a disposizione. Distribuiti lungo le pareti gli uomini, coperti di tuniche di tela, continuavano ad incidere segni sulla roccia liscia e chiara. La tensione era palpabile; tra poco sarebbe arrivato il capo villaggio, con gli stregoni e i suoi consiglieri, che avrebbe dovuto approvare o meno il loro lavoro e da questo poteva dipendere perfino la loro vita.
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Sonia Vegetti - Nikolaj V. Gogol' |
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La guida
“Che fai? mi lasci sola su questa fredda panchina?” urlò la fedele guida. Ma Giulia era troppo lontana per sentire le sue urla e non le restò altro da fare che richiudersi su sé stessa e sperare che si accorgesse di averla persa. Passarono parecchie ore ma di Giulia neanche l’ombra.
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Daniele Zepparelli - Vangelo |
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Rancore
I soldati lo condussero dentro il cortile e convocarono tutta la corte. Lo rivestirono di porpora.
I Fenici si servivano di questa sostanza prodotta dai molluschi per dare alle stoffe, attraverso la tintura, quello splendido viola rubescente che tanto stringeva e confortava, così pensava l’uomo, conoscendo nell’attimo il passato, il presente e il futuro.
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