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<<When I put a spike into my vein/And I'll tell ya, things aren't quite the same>>. Heroin, The Velvet Underground & Nico, The Velvet Underground
<<Nel nostro gruppo è diverso il tipo di libertà che arriva attraverso la droga. Noi non abbiamo bisogno del Sound per farci rintronare con la musica ad altissimo volume. Per quelli del nostro gruppo è proprio il colmo farsi il trip della libertà sotto lo sbriluccichio delle reclame del Kurfurstendamm>>. Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, Christiane F.
Belushi: combination of cocaine and heroin. www.whitehousedrugpolicy.gov.
<<We been dancin' with Mr. Brownstone/He's been knockin'/He won't leave me alone/No, no ,no, he won't leave me alone/I used ta do a little but a little wouldn't do/So the little got more and more>>. Mr. Brownstone, Appetite For Destruction, Guns N' Roses
<<Io ho scelto di non scegliere la vita, ho scelto qualcos'altro, le ragioni? Non ci sono ragioni, chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?>> Trainspotting, Danny Boyle, ( 1996). Film tratto dall’ opera omonima di Irvine Welsh.
<<I'm waiting for my man/Twenty-six dollars in my hand/Up to Lexington, 125/Feel sick and dirty, more dead than alive/I'm waiting for my man>>. I'm Waiting for the Man, The Velvet Underground & Nico, The Velvet Underground
<< Qui ci sono i Visitors: gli eroinomani. Li chiamano come i personaggi del telefilm degli anni ’80 che divoravano topi e sotto un’apparente epidermide umana nascondevano squame verdastre e viscide. I Visitors li usano come cavie, cavie umane, per poter sperimentare i tagli. >> Gomorra, Roberto Saviano, (2006).
<<Immaginò di non riuscire a premere fino in fondo i due stantuffi e paventò l’ idea d’ un sistema di iniezione che ovviasse la sciagura di perdere conoscenza immediatamente dopo i primi due grammi. Pensò che aveva usato troppo acqua. Cercò la paura ma non la trovò. Le siringhe pendevano trattenute dalla leva degli aghi, come banderillas dalla schiena d’ una carcassa e non smettevano un’ aria familiare>>. Pompeo, Andrea Pazienza
Chiamatemi Cabo. Alcuni anni fa - non importa quanti esattamente - avendo poche lire in tasca e nulla da mangiare, pensai di darmi all' eroina e vedere la parte violacea del mondo. E' un modo che ho scoperto di cacciare la vita giù per un buco e di regolare la circolazione come fa la luna con le maree. Ogni volta che m'accorgo di atteggiarmi a killer, ogni volta che l'anima s' ammanta di un tabarro nero e fulvo, ogni volta che mi accorgo di fermarmi di fronte ai cassonetti incendiati e di andar dietro a tutta la ghenga della città, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre una dose di buona volontà per impedirmi di scendere risoluto in strada ed impallinare la fiumana chiassosa dei portici, allora decido che è tempo di chiudermi in bagno al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un bel gesto Cobain si è infilato in bocca la canna di un fucile calibro 20: io cheto cheto mi inietto un mare. Non c'è nulla di stupefacente in questo. Se soltanto lo sapessero, quasi tutti gli uomini provano, una volta o l'altra, ciascuno nella sua misura, su per giù gli stessi patimenti che provo per la Signora.
Eccovi dunque la città sepolcrale dei visitors circondata da mura, come la vena gonfia dall’ emostatico: lo spaccio la cinge coi suoi rigurgiti. A destra e a sinistra le vie vi conducono in periferia. Il suo punto più centrale è il Boomerang, dove quell’ albergo fatiscente è spazzato da venti notturni e sporcato dai risciacqui delle spade sui muri che fino a qualche metro prima non si notavano. Guardate la folla degli sbandati in rota da ero. Io, almeno, me lo guadagno lo schizzo…
Hermann Melville, Moby dick o la balena
<<Non fu fino a che le lance ritornarono dall’ inseguimento di queste balene che i bianchi videro la loro nave diventata sanguinoso possesso dei selvaggi imbarcati tra l’ equipaggio>>. Resoconto Giornalistico della Presa e Ripresa della Baleniera Hobomack
<<E’, in generale, notissimo che degli equipaggi dei bastimenti Balenieri (americani) pochi tornano con le navi, a bordo delle quali erano partiti>>. Crociera in una Baleniera.
<<D’ improvviso una massa poderosa emerse dall’ acqua e scattò su verticalmente nell’ aria. Era la balena>>. Miriam Coffin o Il Pescatore di Balene
<<La Balena si rampona, certo; ma pensate come fareste con un poderoso puledro non ancora domato, che abbia in tutto una fune legata alla radice della coda>> Un capitolo sulla Caccia alla Balena, in Testa e Chiglia.
<<Una volta vidi due di questi mostri (balene), probabilmente un maschio e una femmina, che nuotavano lenti, l’ uno dietro l’ altro, a meno di un tiro di pietra dalla riva (Terra Del Fuego) sulla quale il faggio distendeva i suoi rami>> Darwin, Il Viaggio di un Naturalista.
<<“Indietro tutto” esclamò il secondo, mentre, volgendo la testa, vedeva le mascelle aperte di un grande Capodoglio vicinissimo alla punta della lancia, con la minaccia di una distruzione istantanea. “Indietro tutto, per amor di Dio!”>>. Wharton, L’ Uccisore di Balene
<<Sempre allegri ragazzi, non vi manchi la lena, quando il buon ramponiere colpirà la balena!>>. Canto di Natucket
<<Oh! La rara Balena, tra vento e tempesta, sarà sempre a nuotare: un gigante di forza, di forza funesta, la Regina del mare>>. Canto della Balena
Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa - non importa quanti esattamente - avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m'interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. E' un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m'accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto. Questo è il mio surrogato della pistola e della pallottola. Con un bel gesto filosofico Catone si getta sulla spada: io cheto cheto mi metto in mare. Non c'è nulla di sorprendente in questo. Se soltanto lo sapessero, quasi tutti gli uomini nutrono, una volta o l'altra, ciascuno nella sua misura, su per giù gli stessi sentimenti che nutro io verso l'oceano.
Eccovi dunque la città insulare dei Manhattanesi circondata da banchine, come le isole indiane da scogliere di corallo: Il commercio la cinge con la sua risacca. A destra e a sinistra le vie vi conducono al mare. Il suo punto più centrale è il Bastione, dove quella mole illustre è ventilata dalle brezze e bagnata dalle onde che poche ore prima erano fuori vista da terra. Guardate la folla dei contemplatori dell’ acqua. |