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Andrea Ferrando - Laurence Sterne Stampa

La Vita e le opinioni di Tristram Shandy, gonzo


Se quell'alcolizzato di papà o quella sparaballe di mamma, o meglio tutti e due, fossero stati bene attenti quando mi generarono, sarei diventato un gonzo ben diverso da quello che sono. Avrebbero dovuto considerare che stavano dando quel poco di germe vitale a loro disposizione a un essere ragionevole e che la sua robusta costituzione, la vitalità dello spirito e, last but not least, la capacità di reggere una cassa di vodka dipendevano dalla disposizione e dall'umore prevalente in quell'esatto istante.

Gli spermatozoi, gli esserini scodinzolanti che, come truppe d'assalto ricolme di benzedrina, si lanciano verso il loro mirabile obiettivo e portano con sé tutto ciò che un padre può donare al figlio, a parte una villa con piscina a Miami o uno zuccone di debiti con la mafia russa.

Ebbene, lo giuro sulla testa del mio pusher di mescalina, è certo che il 90% dell'intelligenza o stupidità di un uomo dipende dalla posizione e dal modo in cui si insufflano quei girini. Perché, una volta mollato il freno, per il verso giusto o meno - facciamo che ci capiamo - hey oh let's go! Essi partono a rotta di collo come anfetaminici partecipanti a un rodeo clandestino.

E, a furia di far su e giù per lo stesso viale, diventano i più affezionati clienti del bar e possono entrare tranquilli urlando il solito! e rimanere fino alla chiusura; neanche il più steroideo dei buttafuori riuscirà a staccarli dal loro umido bancone.

Pezzo di idiota!, disse mia madre proprio sul più bello, ce l'hai su il preservativo?

Mia cara, fece mio padre, nonostante l'overdose di Jim Beam, Ti pare il momento di interrompermi con domande così del cazzo?

<<Ma cosa stava dicendo tuo padre?>>

<<Niente>>


Capitolo Secondo

<<Ma allora tua madre non era inopportuna>>

<<Egregio rompiballe, almeno il momento fu inopportuno; è come se qualcuno ti domandasse delle tue scarpe nell'esatto istante in cui la palla da bowling lascia le tue tre dita. È chiaro che i girini escono con quell'effetto ubriaco che li fa rotolare nella canaletta invece che andare dritti al centro, sparando i birilli in tutte le direzioni. Il nostro embrione è determinato da quei pochi attimi, e quindi anche noi e il nostro destino. Stiamo parlando di ciò che ci marchia per tutta la vita, il fottuto corredo genetico!

I più saggi pensatori, menti più aperte di tutti quelli che si dicono moderni e invece sono solo dipendenti dalla cocaina, ci dimostrano inconfutabilmente che l'embrione è creatura di Dio, generato secondo le stesse leggi, dotato delle stesse facoltà di tutti noi. Non sarà ancora in grado di riconoscere il cavallo vincente guardando negli occhi il suo fantino anoressico, ma è fatto di cellule, ribosomi e di tutti i nostri costituenti, in tutto simile in elementi e energia vitale perfino al nostro amato Presidente. Magari con meno voglia di ficcarlo ovunque, ma tale e quale.

Esso può essere danneggiato o beneficato; può ottenere riparazione per i torti subiti: è persona giuridica. Qualunque cosa sia, 'sta cazzo di persona giuridica. Ha tutti i diritti umani, quelle cose per cui Bono, Sting e tutte quelle decrepite rockstar ci distruggono i coglioni invece di ritirarsi a spendere i loro lauti guadagni in badanti ventenni dalle grosse tette.

Ora, distinto fracassamarroni, quali sarebbero le conseguenze se questo già debole embrione, solo per il sentirsi poco accudito, povero piccolo, sprofondasse in una depressione che ne fiaccasse le energie, riducendole a quelle di un pugile sfiancato dai lassativi presi per rientrare nella categoria minore? E se in questo stato di debolezza passasse non dieci round ma ben nove mesi, preda di deprimenti pensieri e tetre fantasie nel buio della sua acquea dimora? È roba milioni di volte più forte dell'etere che ti sei sniffato per dimenticare la tua amata fuggita con il croupier, e lo lascerebbe preda di mille deliziosi deliri che nessun psichiatra o esorcista saprebbe mai guarire>>.

 





Laurence Sterne - La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo

Capitolo primo


Avrei desiderato che mio padre o mia madre, o meglio tutti e due, giacché entrambi vi erano ugualmente tenuti, avessero badato a quello che facevano, quando mi generarono. Se avessero debitamente considerato tutto quanto dipendeva da ciò che stavano facendo in quel momento: -- che non solo stavano per dar la vita ad un essere ragionevole, ma che per avventura la felice costituzione e temperie del suo corpo, forse il genio e la forma stessa del suo spirito e, checché ne sapessero in contrario, fin le fortune di tutta la sua casa avrebbero potuto subir l'influsso degli umori e delle disposizioni prevalenti in quell'istante; -- se essi avessero debitamente soppesato e valutato tutto ciò, ed agito in conseguenza, sono fermamente persuaso che io avrei fatto al mondo una ben diversa figura da quella in cui forse apparirò al lettore.

Credetemi, brava gente, non è poi cosa di sì poco conto, come molti di voi potrebbero essere indotti a credere.

Avete tutti, suppongo, sentito parlare degli spiriti animali, di come essi siano trasfusi di padre in figlio, e chissà quanto altro mai sull'argomento. Ebbene, potete di quel che vi dico: nove parti su dieci dell'intelligenza o stupidità d'un uomo, i suoi successi e insuccessi in questo mondo dipendono dai movimenti e dall'energia di codesti spiriti, messi in moto, per il verso giusto o no – e non è affar da poco – via! essi partono in gran trambusto come pazzi sfrenati. E a furia di battere e ribattere lo stesso cammino, in poco tempo, se ne fanno una strada piana e liscia come un viale di giardino, dalla quale, avvezzi che vi siano, nemmeno il diavolo in persona ce la farà più a staccarli.

Scusa, caro , disse mia madre sul più bello, non hai dimenticato di caricar l'orologio

Buon Dio! esclamò mio padre, sbottando, ma sforzandosi nello stesso tempo di moderare il tono della voce: Ha mai donna, da Eva in poi, interrotto un uomo con una domanda così sciocca?

<<Scusate, che cosa stava dicendo vostro padre?>>

<<Niente.>>


Capitolo secondo

<<Allora, se ho ben inteso, non c'era nulla di male nella domanda.>>

<<Allora, egregio signore, lasciate che vi dica che fu per lo meno una domanda inopportuna; perché sparpagliò e disperse gli spiriti animali ai quali toccava il compito di scortare e, direi, accompagnar l'Homunculus per mano e condurlo sano e salvo al posto destinato ad accoglierlo.

<<L'Homunculus, caro signore, per quanto vile e ridicolo possa apparire, in questa nostra svagata età, agli occhi della follia e del pregiudizio, agli occhi della ragione, illuminata dalla scienza, si presenta come un essere tutelato dal diritto.

<<I più sottili filosofi, i quali, detto incidentalmente, hanno le menti più aperte (la grandezza delle loro anime è in ragione inversa alla sottigliezza delle loro ricerche) ci dimostrano incontestabilmente che l'Homunculus è stato creato dalla stessa mano, generato secondo le stessi leggi di natura, dotato delle stesse forze motorie e facoltà di noi altri; che come noi è fatto di pelle, capelli, grasso, muscoli, vene, arterie, legamenti, cartilagini, ossa, midollo, cervello, ghiandole, genitali, umori e articolazioni; che è un essere dotato di altrettanta energia e, insomma, tanto e così ingenuamente nostro simile quanto il Lord Cancelliere d'Inghilterra. Può esserre beneficato, danneggiato; può ottenere riparazione: in una parola, ha tutti i diritti umani, reali e presunti, che, come riconoscono Marco Tullio Cicerone, Puffendorf e i migliori filosofi morali, sorgono da tale stato e condizione.

<<Ora, egregio signore, quali le conseguenze se, abbandonato a se stesso, fosse stato colto da qualche disgrazia, durante il viaggio? O se, per il solo terrore di qualche disgrazia, naturalissimo in un viaggiatore così giovane, il mio signorino fosse giunto a destinazione miserevolmente esausto, la sua forza muscolare e virilità ridotte ad un filo, i suoi stessi spiriti animali sconvolti oltre ogni dire? Vi immaginate che cosa sarebbe stato di lui se, in questo triste stato di disordine nervoso, fosse rimasto, per nove lunghissimi mesi di fila, preda di tetri sogni o fantasie?

Tremo al pensier delle mille infermità che avrebbero messo radice nel suo corpo e nel suo spirito, e che nessuna valentia di medico o di filosofo avrebbe più saputo guarire.>>