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Cappuccetto rosso e le diverse verità
Il cacciatore Giovanni quel giorno aveva bevuto un goccetto in più all’osteria, ma era ugualmente andato nel bosco. Cacciare era l’unico mestiere che conosceva e, modestamente, ci campava moglie e quattro figli in modo dignitoso, anche se sua moglie aveva sempre qualcosa da ridire. Giovanni aveva sempre retto bene il vino e per questo non riusciva a capacitarsi di quello che stava vedendo:
davanti a lui, sulla soglia della porta di una graziosa casetta in mezzo al bosco, un lupo con un ventre enorme cercava di muovere a stento qualche passo per raggiungere la propria tana. Il lupo faceva una gran fatica a camminare, ostacolato dalla pancia; la pancia in compenso si agitava vistosamente. A Giovanni parve addirittura di sentire delle voci soffocate uscire da quella pancia rivoltante. Si dette un paio di pizzicotti, bevve un sorso di grappa dalla bottiglietta di scorta, si sfregò gli occhi, ma il lupo era ancora lì. Allora si decise: una bella pelliccia era il perfetto regalo di Natale per sua moglie. Prese il coltello, lo affondò nel cuore del lupo e con abile operazione chirurgico veterinaria ne aprì la pancia ed estrasse ancora vive una vecchia signora e una bambina vestita in modo ridicolo, la nipote probabilmente.
La nonna La vecchia signora sapeva che il bosco era infestato da lupi, e avrebbe dovuto chiudersi dentro casa con cura, ma era un po’ pigra. Stava andando a fare un sonnellino e siccome sapeva che la nipote doveva arrivare con le focacce al burro aveva lasciato aperto per evitare di doversi alzare ad aprire di lì a poco.Il lupo ne aveva approfittato, era entrato quatto quatto e se l’era mangiata in un solo boccone.
Il Lupo Una vecchia raggrinzita non era certo il pranzo che il lupo avrebbe gradito fare. E’ vero che gallina vecchia fa buon brodo, ma i lupi mangiano carne cruda, e gallina vecchia cruda è indigesta. Quanto alla bambina, pur essendo indubbiamente un boccone invitante lui non se la sarebbe mangiata - stava già facendo fatica mandar giù la nonna - ma una volta che quella ficcanaso aveva scoperto il fattaccio non gli era rimasto altro che far fuori pure lei.
Cappuccetto rosso
La bambina andava spesso dalla nonna a portarle le focacce col burro. Sua madre le faceva sempre un sacco di raccomandazioni: attenta al lupo, attenta al lupo. Ma se il bosco era tanto pericoloso perché sua madre la faceva andare da sola?
La bimba era anche molto golosa di focacce e da un po’ le era balenata in testa un’idea: mangiarsi da sola tutte le focacce e poi raccontare che le aveva dovute dare al lupo per non farsi mangiare lei. Quel giorno aveva finalmente attuato il suo piano e, bella satolla, si preparava a descrivere con dovizia di particolari quanto grande e cattivo fosse il lupo che lei aveva dovuto affrontare tutta sola.
Arrivata a casa della nonna notò la porta aperta e capì che qualcosa di grave era successo. Entrata in casa le fu subito chiaro che l’essere che giaceva sul letto della nonna era il lupo nel pieno di una difficile digestione della sua nonnetta. Applicando le tecniche di psico-auto-difesa imparate a scuola la bimba fece finta di nulla, e iniziò a chiacchierare col lupo come se fosse stato la nonna per cercare di prendere tempo e capire il da farsi, ma lui fu più veloce.
Gli alberi della foresta: il coro.
Siamo qui da secoli e ne abbiamo viste tante; abbiamo visto una ragazza viziata che dopo aver dormito per cento anni senza invecchiare ha sposato uno molto più giovane di lei; abbiamo visto un bimbo piccolo con tanti fratelli che, pur essendo intelligente, continuava ottusamente a voler tornare da quegli sciagurati dei suoi genitori che se fregavano di lui e dei suoi fratelli, abbiamo affondato le radici sulla terra nella quale tanto tempo fa sette nani un po’ strambi trovavano una ragazza che, finché le è servito li ha sfruttati, e poi è scappata con uno ricco; abbiamo visto e sentito di tutto, ma non ci risulta nel modo più assoluto che alcun lupo tra tutti quelli che sono vissuti qui abbia mai mangiato nonna e nipote e poi sia stato ammazzato da un cacciatore. Riteniamo siano fandonie messe in giro da qualcuno che ha intenzione di tagliarci tutte, venderci come legna pregiata e lottizzare il terreno per i suoi sporchi interessi.
Fratelli Grimm, Cappuccetto Rosso
C'era una volta una bambina tanto carina e dolce che solo a vederla, tutti se ne innamoravano, e specialmente la nonna che non sapeva davvero più cosa darle. Una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso, e poiché le stava tanto bene e lei non voleva mettere che quello, tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno sua madre le disse: "Vieni Cappuccetto Rosso, qui c'è una bella fetta di dolce e una bottiglia di vino, portali alla nonna. È ammalata e debole e queste cose le faranno bene. Preparati prima che faccia troppo caldo e mi raccomando va piano e sii ben cauta per la tua strada, perché potresti cadere e rompere la bottiglia e per la nonna non resterebbe nulla. E quando arrivi da lei non scordarti di salutarla subito e non metterti, come sei solita, a frugare in ogni angolo." "Farò tutto per bene", promise Cappuccetto Rosso alla mamma, "te l'assicuro." La nonna abitava lontano, nel bosco, a una mezz'ora dal paese. Quando Cappuccetto Rosso giunse nel bosco, incontrò il lupo. Cappuccetto Rosso non sapeva che il lupo fosse un animale cattivo e perciò non aveva paura.
"Buon giorno Cappuccetto Rosso", disse il lupo. "Buon giorno a te", rispose la bambina. "Dove vai Cappuccetto Rosso, così presto di mattina." "Vado dalla nonna." "Cosa porti nascosto sotto il grembiulino?" "Vino e torta. È fresca. L'abbiamo cotta proprio ieri sera, così la nonna che è debole e malata si rinforzerà." "Dove sta la tua nonna?" "A un quarto d'ora da qui, nel bosco; proprio sotto le tre querce, là c'è la sua casetta, e lì vicino c'è un gran cespuglio di noccioli, hai capito dove?"
Il lupo pensò fra sé e sé: ' Questa bambinetta bella morbidina è proprio un bocconcino prelibato per me, sarà certo ancora meglio della vecchia! Se sarai accorto te le mangerai tutte e due '.
Fece un tratto di strada con Cappuccetto Rosso, poi le disse: "Cappuccetto Rosso, guarda che bei fiorelíini, guardati attorno. Mi pare che tu non senta neppure come cinguettano gli uccellini. Te ne stai seria e composta come se andassi a scuola, e qui è tutto così fresco e allegro". Cappuccetto Rosso alzò gli occhi e vide i raggi di sole che filtravano danzando attraverso gli alberi e quanti bei fiori c'erano e allora pensò: "Se porto un mazzolino di fiori alla nonna, certo le farà piacere. E ancora così presto". Uscì dal sentiero e si inoltrò nel bosco in cerca di fiori. Non appena ne ebbe raccolto uno, là ne vedeva un altro ancora più bello e così correva qui e là e si inoltrava sempre più nel bosco. Il lupo invece se ne filò dritto a casa della nonna e bussò alla porta.
"Chi è?" "Cappuccetto Rosso, ti porto vino e torta, aprimi." "Apriti da sola", disse la nonna, "io sono tanto debole che non posso alzarmi." Il lupo fece leva sulla maniglia, la porta si aprì ed egli entrò senza pronunciare parola. Andò dritto al letto della nonna e d'un boccone se la mangiò. Poi si infilò i suoi vestiti, si mise la sua cuffia, si infilò nel letto e tirò per bene le tendine. Ma Cappuccetto Rosso si era persa dietro a ogni fiore e quando ne ebbe un mazzo che quasi non poteva portare, le venne in mente la nonna, e si mise in cammino per arrivare da lei.
Molto si meravigliò che la porta fosse spalancata e quando arrivò nella stanza tutto le parve così strano e insolito, che pensò: ' Oh mio Dio, che sensazione strana ho oggi, e pensare che di solito vengo così volentieri dalla nonna! '. Allora si avvicinò al letto e scostò le tendine: la nonna era coricata con la cuffia ben abbassata sul viso e aveva uno strano aspetto. "Ehi nonna, che orecchie grandi hai". "Per sentirti meglio." "Ehi nonna, che occhi grandi hai." "Per vederti meglio." "Ehi nonna, che mani grandi hai." "Per afferrarti meglio." "Ma nonna che orrenda boccaccia hai." "Per mangiarti meglio." Appena detto ciò il lupo balzò dal letto e ingoiò la povera Cappuccetto Rosso. Quando il lupo ebbe saziata la sua ingordigia si rimise a letto, s'addormentò e cominciò a russare fragorosamente.
Un cacciatore che passava di là pensò fra sé: ' Come russa la vecchia signora, devo andare a vedere se sta bene '. Entrò nella stube e, quando si avvicinò al letto, vide che lì dentro c'era il lupo. "Ti ho trovato, vecchio peccatore", disse, "è un pezzo che ti cerco." Già era pronto col fucile, quando gli venne in mente che forse il lupo s'era ingoiato la nonna e che forse era ancora possibile salvarla. Allora non sparò, ma prese una grossa forbice e cominciò ad aprire la pancia del lupo che era ancora addormentato. Dopo appena un paio di sforbiciate vide brillare un cappuccetto rosso e dopo altre due la bimba saltò fuori gridando: "Che paura ho avuto, era così buio nella pancia del lupo". Poi uscì fuori la nonna ancora viva, anche se a malapena poteva respirare. Cappuccetto Rosso corse a prendere delle grosse pietre, riempì la pancia del lupo e presto presto la ricucì.
Quando il lupo si svegliò voleva andarsene, ma le pietre erano talmente pesanti che subito cadde a terra e morì. Tutti e tre erano felici e contenti. Il cacciatore scorticò il lupo e se ne tornò a casa con la pelle, la nonna mangiò il dolce e bevve il vino e subito si sentì meglio. Cappuccetto Rosso pensava: ' Mai più me ne andrò sola per il bosco, lontano dal sentiero, quando la mamma me lo ha proibito.
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