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Marcella Fadda – Fratelli Grimm |
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Cappuccetto rosso e le diverse verità
Il cacciatore Giovanni quel giorno aveva bevuto un goccetto in più all’osteria, ma era ugualmente andato nel bosco. Cacciare era l’unico mestiere che conosceva e, modestamente, ci campava moglie e quattro figli in modo dignitoso, anche se sua moglie aveva sempre qualcosa da ridire. Giovanni aveva sempre retto bene il vino e per questo non riusciva a capacitarsi di quello che stava vedendo:
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Alessandro Falzone – Luigi Pirandello |
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La chiave
Paolo giaceva completamente nudo sul letto, con emtrambe le mani ammanettate alla testiera del letto e lo sguardo nel vuoto. Francesca seduta al suo fianco lo guardava avvilita, e coprendolo disse
- stai bene?
- Benone! –rispose
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Andrea Ferrando - Laurence Sterne |
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La Vita e le opinioni di Tristram Shandy, gonzo
Se quell'alcolizzato di papà o quella sparaballe di mamma, o meglio tutti e due, fossero stati bene attenti quando mi generarono, sarei diventato un gonzo ben diverso da quello che sono. Avrebbero dovuto considerare che stavano dando quel poco di germe vitale a loro disposizione a un essere ragionevole e che la sua robusta costituzione, la vitalità dello spirito e, last but not least, la capacità di reggere una cassa di vodka dipendevano dalla disposizione e dall'umore prevalente in quell'esatto istante.
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Daniele Ferrari – Franz Kafka |
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Destandosi un mattino da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò tramutato, nel suo letto, in un enorme insetto. Se ne stava disteso sulla schiena, robusta come una corazza, e alzando la testa poteva vedere il suo ventre, ricoperto da una bella, liscia e lucida cuticola marrone. Sotto i suoi occhi erano le sue zampe: ben sei, articolate in tanti segmenti e rinforzate da numerosi processi spinosi la cui funzione al momento ignorava. “Che cosa mi è accaduto?” si domandò.
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Barbara Fiorio – Hans Christian Andersen |
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Rimasta bloccata da tempesta – stop – Trovata ospitalità in castello reale – stop – Torno presto – stop – Tua figlia
Ti aspetto – stop – Il Re
La regina le preparò il letto mettendo un pisello sotto venti materassi e venti cuscinoni di piuma.
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Stefania Forlani – Giovanni Verga |
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Un tempo i Krankor erano stati numerosi come le stelle della galassia di Andromeda. Ce n’erano persino su Besidion e Danadra, tutti brava gente, proprio all’opposto di quel che sembrava a vederli, con quei visi così accigliati. Veramente nel Registro della Colonia si chiamavano Tumek, ma questo non significava nulla, poiché da quando le colonie erano state fondate, su Gambril, Besidion, Danadra e anche sulla Terra, li avevano sempre conosciuti come Krankor, di padre in figlio, che avevano sempre avuto delle navi passeggeri interplanetarie e terreni nelle diverse colonie.
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Laura Frascati - Fedor Dostoevskij |
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Verso le undici e mezza del mattino di una giornata in pieno agosto, il treno della linea Milano - Napoli, si avvicinava ad alta velocità verso la stazione di Roma.
Fortunatamente il treno non aveva fatto ritardi.
Il clima fuori era così caldo e afoso che a stento veniva voglia di scendere, meglio rimanere dentro lo scompartimento con aria condizionata.
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Paolo Massimiliano Gagliardi – Franz Kafka |
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Gentili signori,
sono emozionato nel trovarmi infine qui a parlare della mia precedente esistenza.
Sono trascorsi cinque mesi da quella mattina in cui, guardando in faccia i miei perplessi studenti, scesi dalla cattedra per non farvi più ritorno.
Provengo dal Dipartimento di Filosofia di un’affollata Università d’Italia; scusate la magra
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Stefano Paolo Giussani – Mary W. Shelley |
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Frankenstein o il Prometeo riciclato
Il potente Bio Extended Life Investigation Network aveva come mission agevolare il riciclo postmortem di organi umani. Lavorare per il B.E.L.I.N. faceva sentire il Dottor Frankenstein il compromesso tra un operatore della raccolta differenziata e l’essere supremo.
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Elisabetta Jankovic – Giovanni Verga |
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Ma laggiù, dinanzi alla sua roba, si persuase che era finita davvero, che ogni speranza per lui era perduta, al vedere che di nulla gliene importava, oramai. La vigna metteva già le foglie, i seminati erano alti, gli ulivi in fiore, i sommacchi verdi, e su ogni cosa stendevasi nebbia, una tristezza, un velo nero.
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Gabriela Lotto – Lucio Apuleio |
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Zefiro, al servizio di Cupido, così ragionava sul suo padrone: “Il mio re, in quanto divino, è abituato al comando, nutre la sua Psiche di un amore immaturo. La ama solo di notte e per continua negazione, così da mantenere la sua sovranità”.
Psiche quella notte piangeva. Poiché di bellezza impareggiabile, ma di natura mortale, non possedeva veggenza e neppure onniscienza.
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