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"Non pensi che dovremmo essere in debito con i nostri impiegati? Fanno sempre tanto per noi e, dopo una vita di lavoro duro e tempeste di carta inutile, hanno diritto anche loro come qualsiasi altra persona, forse più di tante persone, al calore e alle comodità di una casa".
Sheperd, professione lavoratore, e sua figlia, non potevano che essere d'accordo. Ma il professor Walter aveva alcune obiezioni:
"Non dico che la gente che lavora negli uffici non sia utile, ma mi dispiacerebbe molto se un mio amico fosse costretto a rovinare i suoi muscoli nell'inattività quotidiana di un open space.
Considero spregevole la vita degli impiegati per due motivi. Se non sei nessuno, o, peggio, se non vuoi far scoprire chi sei perchè ti vergogni delle tue origini, fatti assumere in una multinazionale e con molta probabilità diventerai un grande manager e riceverai onori che uno della tua specie non merita e che tuo padre e tuo nonno non avrebbero mai sognato. Questo è il primo motivo. Inoltre è una professione che danneggia irrimediabilmente la gioventù e il vigore di un uomo: il lavoro in ufficio, ti fa diventare vecchio troppo velocemente. A volte penso che un impiegato riesca a trovarsi disgustoso da solo prima che sia diventato un uomo. La primavera scorsa per esempio, incontrai un tale Baldwin, direttore marketing di nonricordoqualeazienda, in compagnia di St. Ives, quello che faceva il responsabile vendite di macchine agricole. Baldwin era pallidissimo, il viso pieno di rughe e per finire aveva nove capelli per lato, tutti grigi. Se il mio amico Basil Morley non me lo avesse giurato, non avrei mai creduto che aveva solo quarant'anni. Forse questo è un caso estremo, ma so che queste sono le conseguenze di un'esistenza trascorsa davanti a monitor illuminati male. Gli impiegati sono esposti tutti i giorni ad ogni malumore di capi seduti su sedie più comode. E così diventano in breve tempo assolutamente impresentabili. Bisognerebbe farli fuori prima che raggiungano l'età del direttore Baldwin. Questo è il secondo motivo.
"Professor Walter" sospirò un pò avvilita la signora Clay "lei sta esagerando. Come fa a non provare almeno un pò di compassione per quei poveretti? Non tutti siamo destinati ad essere belli. Certo, l'ufficio non aiuta, e gli impiegati invecchiano precocemente. Ma è quello che avviene anche a chi si dedica a molte altre professioni. A quasi tutte direi. Gli avvocati, per esempio, con il loro camminare curvi sotto il peso di cause e scadenze, non stanno meglio degli impiegati. E i medici? Il medico è costretto ad uscire con qualsiasi tempo e a tutte le ore. E gli altri lavori che ti permettono di non perdere l'uso dei muscoli, comportano una stanchezza fisica che spesso altera comunque l'aspetto di un uomo prematuramente. Il marinaio, per esempio, vive sbattuto di qua e di là ed è esposto a ogni tempo e a ogni clima e per questo ha la pelle ruvida e rugosa. Anche il prete..." si fermò a pensare cosa poteva mai fare un prete "... beh il prete forse è un cattivo esempio. In ogni caso, forse conviene a qualcuno far credere che ogni professione sia in sé necessaria e onorevole, ma la verità è che solo chi non è obbligato a vivere del proprio lavoro, chi può scegliere ogni giorno come far trascorrere ogni ora, vivendo con il poco che gli appartiene, se ha la buona sorte di possedere almeno quel poco, solo un uomo come questo ha la fortuna e il privilegio di conservare a lungo salute e bellezza. D'altronde si sa che i pensieri superficiali rendono la pelle splendida e io non conosco nessun lavoratore che, passati gli anni della gioventù, non abbia visto il suo volto coprirsi di rughe di preoccupazione".
Persuasione - Jane Austen
"Gli uomini della nostra flotta, che tanto hanno fatto per noi, hanno, penso, almeno lo stesso diritto di ogni altra categoria di persone a tutti gli agi e a tutti i privilegi che una casa può offrire. E la gente di mare conquista i propri agi a costo di un lavoro abbastanza duro, questo dobbiamo ammetterlo tutti".
"Vero, verissimo. Quello che dice Miss Anne è verissimo", commentò Mr. Sheperd, e sua figlia commentò a sua volta: "Oh! certo". Ma Sir Walter osservò, subito dopo:
"Sì, la professione ha una sua utilità, ma sarei desolato se a seguirla fosse un mio amico".
"Davvero?", fu la risposta, accompagnata da sguardi sorpresi.
"Davvero. Mi ripugna, sotto due aspetti; ho, nei suoi confronti, due fondatissime obiezioni. Primo, è il mezzo grazie al quale uomini di oscure origini pervengono a un grado di distinzione che non gli spetta e sono innalzati a dignità che i loro padri e i loro nonni non avrebbero neppur sognato; secondo, è una professione che danneggia nel modo più orribile la gioventù e il vigore di un uomo; un marinaio invecchia più rapidamente di chiunque altro. Sono osservazioni, le mie, fatte in ogni momento della mia vita. Chi serve nella marina da guerra corre, più di quanti esercitino ogni altra professione, maggior pericolo di essere offeso dalla promozione di un individuo al cui padre suo padre non avrebbe neppure rivolto la parola e di diventare prematuramente disgustoso ai suoi stessi occhi. La scorsa primavera, a Londra, mi trovai un giorno in compagnia di due uomin, due esempi lampanti di quanto vado sostenendo: Lord St. Ives, il cui padre, come tutti sappiamo, era stato curato di campagna e assolutamente privo di mezzi. Bene, io dovetti cedere il passo a Lord St. Ives e a un certo ammiraglio Baldwin, il personaggio più macilento e grottesco che sia dato immaginare: una faccia colore del mogano, ruvida, scabra oltre ogni dire, tutta rughe e grinze, con un nove capelli grigi da un lato e, sopra, nient'altro che una spruzzatina di cipria. 'In nome del cielo, chi è quel vecchio?', chiesi a un amico che si trovava lì vicino (Sir Basil Morley). 'Vecchio?', esclamò Sir Basil, 'è l'ammiraglio Baldwin. Quanti anni ha secondo lei?'. 'Sessanta', dissi, 'o forse sessantadue'. 'Quaranta', rispose Sir Basil, 'quaranta: non uno di più'. Figuratevi il mio stupore: non dimenticherò facilmente l'ammiraglio Baldwin. Non ho mai visto un più squallido esempio di quel che può fare una vita trascorsa sui mari; ma, anche senza arrivare a questo punto, so che è lo stesso per tutti quanti: vengono sbattuti di qua e di là ed esposti a ogni tempo e a ogni clima fino a diventare assolutamente impresentabili. E' un peccato che non vengano fatti fuori subito, prima di raggiungere l'età dell'ammiraglio Baldwin".
"Oh, Sir Walter!", esclamò Mrs. Clay, "lei è troppo, troppo severo. Abbia un po' di compassione per quei poveretti. Non tutti nasciamo per essere belli. Certo, il mare non abbellisce, e i marinai - l'ho spesso osservato - invecchiano precocemente: ben presto perdono il loro aspetto giovanile. Ma in fondo, non avviene lo stesso a chi si dedica a molte altre professioni? A quasi tutte direi. I soldati che prestano servizio attivo non stanno affatto meglio; anche le professioni più sedentarie comportano uno stress mentale, se non fisico, che spesso altera l'aspetto di un uomo più di quanto non faccia il naturale corso del tempo. L'avvocato, tutto preso dalle sue preoccupazioni, cammina con passo lento e faticoso; il medico è costretto ad alzarsi a tutte le ore, a uscire con qualsiasi tempo; e anche il prete..." qui si interruppe un attimo, pensando a quel che poteva convenire a un prete, "... anche il prete, come lei sa, è costretto a entrare in camere infette, e a esporre la sua salute e le sue fattezze a tutti i pericoli di un'atmosfera pestilenziale. In effetti, e la mia è una convinzione di lunga data, sebbene ogni professione sia in sé necessaria e onorevole, solo chi non è obbligato a seguirne una, chi può condurre una regolata esistenza in campagna scegliendo i suoi propri orari, dedicandosi alle sue proprie occupazioni, e vivendo di ciò che è suo, senza l'assillo di volere cercare di più - solo un uomo come questo ha dalla sorte il privilegio di conservare al massimo il dono della salute e della bellezza: non conosco altri, in altri ambienti, che, una volta passata la prima giovinezza, non perdano un po' delle loro attrattive".
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