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Una cover letteraria è nuova e sorprendente

Scrivi una cover anche tu


altCover, mix e re-mix letterari possono dar vita ad opere nuove e sorprendenti.

Talvolta più interessanti degli originali. Ecco un metodo per rendere omaggio a un grande autore, o a uno scrittore ingiustamente dimenticato, e trasformare il libro che ami nel tuo libro.

Prendi un romanzo o un racconto, riscrivine una parte. Puoi spostare l’ambientazione in un altro luogo, in un altro tempo e con gli occhi di un altro personaggio.

Guarda dove funziona, che cosa resiste, che cosa migliora, che cosa non serve.

Si possono rispolverare vecchie parole e vecchie frasi per mischiarle, spremerle, rinnovarle.

Vedrai che l’operazione di trasformazione letteraria non avrà semplicemente prodotto un’opera nuova, ma avrà riutilizzato, valorizzandolo - e senza consumarlo - l’originale.

Energia più pulita di così!

In campo musicale le cover sono a volte più singolari degli originali perché sono degli atti – non semplicemente interpretativi – di riscrittura e rilettura pieni d’amore verso la musica e l’autore.

Nessuno si scandalizza se un pittore copia i maestri perché, come diceva Gauguin, chi lo fa li ama.

E come non restarne influenzati? E chi si ama se non coloro che ci sono più affini?

Il “copiare” con l’umiltà di chi impara è la modalità che permette di creare qualcosa di nuovo.

Il copiare con la spudoratezza di un imbroglione è, invece, un’operazione di disonestà assoluta perché nel “plagio” si spaccia per propria l’opera di un altro.


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I Negramaro hanno proposto una splendida cover di Meraviglioso, di Domenico Modugno. Luigi Tenco è stato il primo cantautore italiano a interpretare il celebre Disertore di Boris Vian, ripreso poi, fra gli altri, da Ornella Vanoni, Gino Paoli, Ivano Fossati.

La versione di La città vecchia che Vinicio Capossela ha presentato, nel corso di una trasmissione in omaggio a Fabrizio de Andrè, era una spanna sopra ogni altra reinterpretazione.


Un romanzo, non nasce in parte grazie alla storia, alle parole di un altro?

Se l’arte imita e racconta la vita, chi imita e racconta l’arte non fa altrettanto?

La differenza, non sta semplicemente nel “come”?