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La Stampa
Alessandra Iadicicco ottobre 2009 Alla Triennale torneo di riscrittura letteraria
Copiare è un po' inventare L'arte di "variare" i materiali narrativi altrui diventa una sfida, sulle orme di Borges e Brecht
Perdonategli il suo talento, diceva Borges invocando indulgenza verso il poeta colpevole di avere apposto la propria firma maiuscola su un'opera di pregio universale. Perdonatemi la sgarberia di avere usurpato io, «anticipatamente», il verso felice forse compreso nel libro che stai per leggere, ribadiva chiedendo venia per sé al lettore del Carme presunto. Se è «presunzione» rivendicare un diritto d'autore in esclusiva, l'argentino non doveva a nessuno le sue scuse. «Presumeva» d'essere l'autore di quel testo solo per un gioco delle parti, un'occasionale distribuzione di ruoli: fortuita coincidenza e temporaneo diritto di precedenza. «È una casualità che tu sia il leggente e io lo scrivente - il sospettoso e appassionato scrivente - di queste righe», ammetteva altrove calando la maschera autoriale. Ma allora scambiamoci di posto. Invertiamo i ruoli, recita tu la mia parte: dài prova. Si può immaginare che Borges continuasse così, spingendo alle estreme e più coerenti conseguenze il suo ragionamento. Scrivi tu questa volta. Fosse pure per te la prima volta, non tremare. Fossi privo di urgente vocazione, non temere. Non è a una creazione dal nulla che sei chiamato. Versi felici, buone idee, belle storie ce n'è ovunque. Invenzioni, motivi originali, temi inauditi non ce n'è. Alla peggio copia da me o da chi ti piace. Cerca nei giacimenti letterari: ovunque tu attinga, la tua «trovata» ti apparterrà.
Ebbene, la caccia al tesoro è già bandita. La Biblioteca di Babele è spalancata. Allargata oltre gli scaffali borgesiani ad abbracciare il patrimonio della letteratura mondiale. È aperta con le iscrizioni alla gara di (ri)scrittura che vedrà concorrere lettori appassionati e ancora insospettati scrittori. Si riuniranno alla Triennale di Milano il 28 di novembre: per un gioco, un torneo, un terno al lotto. E appunto il Gioco del Lotto è lo sponsor del torneo letterario indetto dalla casa editrice Marcos y Marcos all'insegna del «Bookjokey Day». Il titolo del concorso a premi è di per sé già un calco. Evoca il dj musicale perché è proprio in quella che in musica si chiama una «cover» - il rifacimento di un brano notissimo che in nuovi arrangiamenti non ci si stanca mai di riascoltare - che consiste la prova. I partecipanti – i primi 250 iscritti al sito www.letteraturarinnovabile.com - dovranno «variare» e riscrivere lì per lì due brevi composizioni in prosa proposti dalla commissione.
Testimoni della sfida e giurati sono il cantante e autore Vinicio Capossela, la pubblicitaria Annamaria Testa, il regista Attilio Azzola, il conduttore radio Massimo Cirri, la videoartista Izumi Chiaraluce, lo scrittore Maurizio Matrone che, poliziotto di mestiere e artista per amore, della «cover letteraria» è un po' l'inventore. Il commissario incantato, il romanzo Marcos y Marcos che riprende alla lettera - ma non parola per parola - La vita intensa di Massimo Bontempelli, è un esempio felice di questo genere che è improprio dire inedito. «Avevo 18 anni - spiega Matrone - quando mi dissi: quel romanzo avrei voluto scriverlo io». Bastava verificare con gli eredi la liceità dell'operazione di riscrittura e, con i personali scrupoli di coscienza, la plausibilità di un rinnovamento della letteratura, credeva prima di cimentarsi. In più bisognava tenere d'occhio con tanta umiltà l'originale da scoprirci dentro la propria cifra: «In fondo chi dipinge impara copiando dal vero. È Picasso, il più grande di tutti, a rivelare che "i grandi artisti copiano e i grandi geni rubano"». Ipse dixit.
E, se repetita iuvant, è Paolo Nori, giurato al «Bookjokey Day», genio irresistibile e sedicente copiatore (dal russo Daniil Charms confessa, chi l'avrebbe detto?) a traslare il concetto dalla tela alla pagina e a ripetere ciò che Sciascia disse allorché riscrisse il Candido di Voltaire: «Ci sono libri che servono agli scrittori come le formule di geometria servono ai geometri: per creare figure nuove». «C'è l'intelligenza, la voce, il ritmo di Sciascia nel suo Candido, che del libro di Voltaire non offre una ripetizione ma un omaggio» nota Nori. Insomma è vero che l'erba del vicino è sempre più verde: specie si parva licet componere magnis. Ma ai grandi cui si ardisce di confrontarsi è lecito chiedere in dono il seme da mettere a frutto coltivando – insegnava Candide - il proprio orto. Anche in questo i grandi sono maestri.
Il mio dono più originale, scriveva Goethe, è «saper vedere, udire, raccogliere, scegliere ciò che gli altri hanno seminato per me». «Prendi quello che vuoi!», voleva Brecht. «Citare è già riscrivere», diceva Roland Barthes. Purché non si omettano le virgolette e la menzione della fonte, a scanso delle accuse di plagio che nemmeno gli autori più acclamati riescono a evitare: da Joanne K. Rowling a Dan Brown, da Roberto Saviano, a Tiziano Scarpa a Giorgio Faletti. Ma la rivendicazione di priorità o paternità su un buon testo suona «presuntuosa» se, borgesianamente, ci si convince che le storie migliori sono di tutti e di nessuno. Avrà mica copiato da Borges l'americana Willa Cather quando scrisse che «ci sono due o tre belle storie umane. E si continua a ripeterle, fieramente: come se non si fossero mai udite prima». Se è così: coraggio, non resta che imbracciare la penna e, almeno per una sfida a premi, riprendere fieramente la parola.
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La Repubblica Maurizio Bono ottobre 2009
Organizzata dalla Marcos y Marcos alla Triennale
Riscrivere i classici - nasce la rassegna delle cover letterarie
C’è chi copia senza ritegno e senza dirlo a nessuno, come l’esordiente indo-americana Kaavya Viswanathan, che tre anni fa con il suo How Opal Metha got kissed, got wild, and got a Life ha stabilito diversi record: anticipo di 500mila dollari da Little Brown, libri precipitosamente ritirati alla scoperta del copia e incolla dai romanzi per adolescenti di Megan McCafferty e dai primi chick lit di Sophie Kinsella, ma soprattutto balzo dal 64° al 10° posto nella classifica di Amazon appena ha ammesso il plagio. Poi c’è chi copia dichiarandolo e anche così fa fortuna: arriva il 4 novembre in libreria in italiano per l’editrice Nord Orgoglio e pregiudizio e Zombie (750mila copie negli Usa) con la doppia firma di Jane Austen e Seith Grahame Smith. Nella libreria dei fan finirà accanto alla trilogia (in uscita da oggi a 2010 per Tea) in cui Pamela Aidan riscrive Orgoglio e pregiudizio dal punto di vista dello scapolo Fitzwilliam Darcy e nella stessa fila dello scaffale dei prequel e sequel austeniani di Carrie Bahris e Stephanie Barron (sempre Tea), ma anche del lavoro da pionieri di Emma Tennant, che già 15 anni fa ha scritto un sequel di Orgoglio e pregiudizio, e versioni “al femminile” di Stevenson (Lo strano caso della Signora Jeckyll e della Signora Hyde, La Tartaruga), Goethe e Defoe.
Su tutto questo, e sulla differenza tra scopiazzare e ricreare, dedica una giornata di convegno alla Triennale di Milano il 28 novembre l’editore Marcos y Marcos, che può vantare i tanti libri “rubati” dalla fantasatira letteraria di Jasper Fforde (dal Caso Jane Eyre a C’è del marcio) e Il commissario incantato di Maurizio Matrone, consapevole riscrittura di La vita intensa di Massimo Bontempelli. La proposta è sdoganare definitivamente la “cover” anche in letteratura: “In musica le cover band si sfidano nei cover festival, i remake cinematografici appassionano”. Perché allora restare fermi all’originalità a tutti i costi solo coi libri? “La letteratura è energia pulita, dunque anche rinnovabile, purchè si dichiari la fonte”. E così, ecco il torneo letterario “BookJockey Day” con sfida tra gli autori di minicover ispirate a classici e non, dibattito con Capossela, Annamaria Testa, Matteo B. Bianchi, Matrone. Sarà l’inizio di un festival itinerante.
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Il Corriere della Sera Alessandro Beretta novembre 2009
Gare curiose Sabato in Triennale il primo BookJockey Day con ospiti e concorsi a premi. La sfida, «reinventare» i grandi autori
Riscrivere Kafka e Conrad. Chi copia meglio vince
«La letteratura è rinnovabile come film e musica»
Una giornata unica, ma tutta per copiare. È così che nasce il BookJokey Day che si tiene sabato 28 novembre in Triennale (viale Alemagna 6, dalle 10 alle 18), un laboratorio di scrittura e due concorsi letterari dedicati all'arte della «cover letteraria», come dire il rifacimento di pagine celebri. L’iniziativa è aperta al pubblico, chi vuole cimentarsi può iscriversi, la quota è di 40 euro (info su www. letteraturarinnovabile.com).
Se in tante arti la «copia» ha la dignità dell’estro artistico, dal cinema alla musica alla pittura, in l etteratura è spesso considerata un delitto. Per gli organizzatori del workshop, l 'editore milanese Marcos Y Marcos con il sostegno di Lottomatica e Eni, la letteratura è una risorsa rinnovabile: «È una provocazione», racconta Claudia Tarolo che con Marco Zapparoli anima Marcos Y Marcos, «copiare è un esercizio utile, perché conosci intimamente un altro testo, metti alla prova i tuoi strumenti. È più facile scrivere, molto più difficile è copiare». Un'idea che ha il suo archetipo nel racconto di Finzioni di Jorge Luis Borges «Pierre Menard, autore del Don Chisciotte», dove il protagonista, volendo riscrivere le gesta dell'eroe di Cervantes nel Novecento, finisce per riproporle identiche, parola per parola, senza staccarsi dall'originale. Forse perché non bisogna dimenticare l'aspetto ludico, come avverrà sabato, tra interventi dedicati alla cover cinematografica con il regista Attilio Azzola (ore 10) e a quella musicale con Vinicio Capossela e il poeta Costantino Cinaski (ore 16.15) o alla campionatura delle parole con Matteo B. Bianchi (ore 14). Gli autori «rinnovabili» per i concorsi «Lotteria letteraria» (in premio una bicicletta) e «E tu ce li hai i numeri?» (con pubblicazione di un'antologia) sono quelli «fuori diritti», scomparsi da più di 70 anni, da Franz Kafka a Joseph Conrad. Ma qual è la via giusta per copiare? «Come un geometra rifà una casa servendosi dello stesso disegno - spiega Paolo Nori che interverrà e ha rifatto per i nostri lettori un celebre incipit (vedi a fianco) - così uno scrittore può farlo usando le strutture di altri libri, penso al Candido di Sciascia, diversissimo da quello di Voltaire». In cosa consiste una buona cover letteraria? «L'idea è di riprendere un testo e la sua ispirazione e di darne una nuova cifra: si scopre così sia la nuova pagina sia l'originale», racconta l'ospite Maurizio Matrone che nel suo «Il commissario incantato» (Marcos Y Marcos) ha rifatto, autorizzato dagli eredi, «La vita intensa» (Isbn) di Massimo Bontempelli del 1920. «Dopotutto riscrivere è un classico, anche nella finzione letteraria: il narratore de "I promessi sposi" sta copiando un testo di un anonimo e lo trasforma nel suo romanzo».
L'esperimento di Paolo Nori «La mia Anna Karenina tra prof e bidelli dell'Itc»
Un conto è dirlo, un conto è scriverlo, anzi ri-scriverlo. Come si può «rifare» un capolavoro? Ci ha provato per i lettori del Corriere Paolo Nori che ha ripensato il celebre incipit di Anna Karenina, scritto da Lev Tolstoj tra il 1873 e il 1877, ambientandolo in una scuola milanese. «Si può riscrivere in tanti modi», spiega Nori. «Un autore può farlo anche usando le scritture di altri libri. Penso al "Candido" di Sciascia, così diverso da quello di Voltaire»
L’originale Lev Tolstoj (1828-1910)
Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Tutto era in scompiglio in casa Oblonskij. La moglie aveva saputo che il marito intratteneva una relazione con la governante francese che era stata in casa loro, e aveva dichiarato al marito di non poter più vivere nella stessa casa con lui. Questa situazione durava già da più di due giorni ed era avvertita in modo doloroso dai coniugi e da tutti i membri della famiglia, nonché dai domestici. Tutti i membri della famiglia e i domestici sentivano che la loro convivenza non aveva più senso e che persone riunite dal caso in una locanda qualsiasi erano più legate fra loro che non essi, familiari e domestici degli Oblonskij. La moglie non usciva dalle sue stanze; il marito non era in casa da più di due giorni. I bambini correvano abbandonati per la casa; la governante inglese aveva litigato con l’economa e scritto in un biglietto a un’amica, pregandola di cercarle un nuovo posto; il cuoco se n’era andato già il giorno prima durante il pranzo; la sguattera e il cocchiere si erano licenziati.
«Anna Karenina», Milano, Garzanti, ottobre 1981, VII edizione, traduzione di Pietro Zvetermich, p.5
La «cover» Paolo Nori è nato a Parma nel 1963
Tutte le classi disciplinate sono simili fra loro, ogni classe indisciplinata è indisciplinata a modo suo. Tutto era in scompiglio nella prima A commercio estero dell’Istituto Tecnico Commerciale Macedonio Melloni. La professoressa di geografia aveva saputo che il bidello intratteneva una relazione con la professoressa di francese che aveva avuto la supplenza nella loro classe, e aveva dichiarato al bidello di non poter più vivere nella stessa scuola con lui. Questa situazione durava già da più di due giorni ed era avvertita in modo doloroso dai professori e dagli alunni, nonché da tutto il personale non docente. Tutti i membri del corpo insegnante e il personale non docente sentivano che la loro convivenza non aveva più senso, e che persone riunite dal caso in una locanda qualsiasi erano più legate fra loro che non essi, i dipendenti dell’Istituto Tecnico Commerciale Macedonio Melloni. La professoressa di geografia non usciva più dalla sala insegnanti; il bidello non era a scuola da due giorni. Gli alunni correvano abbandonati per la scuola; la supplente di francese aveva litigato con la vicepreside e scritto un biglietto al provveditore, pregandolo di cercarle un nuovo posto; il professore di ginnastica se n’era andato già dal giorno prima; l’insegnante di religione e quella di merceologia si erano messe in malattia.
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Il Giornale Stefania Vitulli novembre 2009 «Vi regalo una vita di creatività»
Che fosse liscia, gassata o lavata con Perlana, la copywriter milanese Annamaria Testa ha fatto la storia della pubblicità e della comunicazione in Italia. E continua a farla nel suo studio Progetti Nuovi, vicino alla stazione Cadorna. Ma non è solo per i suoi celeberrimi slogan e spot che la scorsa estate è tornata alla ribalta. Il suo sito www.nuovoeutile.it (NeU), online da circa un anno, è stato inserito tra le poche fonti consultabili e aggiornate per il tema sulla creatività dato alla maturità: «Era un giorno qualsiasi per me, invece mi sono accorta di una crescita pazzesca di accessi al sito. Erano gli studenti, che andavano a vedere da dove fosse spuntato quel riferimento. Certo, se qualcuno di loro ci avesse fatto un giro prima, si sarebbe di sicuro preso un voto alto». Nel sito ci sono modelli e metodi creativi, buone pratiche e strumenti per affrontare cinema, arte, tv, moda e ambiente, musica e scienze e poi news su libri ed eventi: in altre parole, un serbatoio di «professionalità rinnovabile». Non a caso la Testa sarà tra gli ospiti del Bookjockeyday che si terrà in Triennale alla fine di novembre.
Il sito è un esempio inedito, almeno per l'Italia, di estrema generosità…
«È il mio archivio personale: tra vita e carriera, ho messo assieme tante di quelle conoscenze... Se non le mettevo online, non mi sarei mai decisa a sistemarle. Sembra strano, perché nei mestieri come il nostro le persone piuttosto nascondono le loro fonti, ne sono gelose».
Lei invece?
«Intanto spero che, essendo generosa, qualcosa mi torni indietro. È lo stesso spirito con cui è nata la rete. E poi questo Paese ha bisogno di ritrovare un'energia creativa perduta. Un bisogno strategico. Molti entrano, guardano e cercano un'immagine divertente. Ma NeU è costruito come una libreria: si vedono solo le coste. Invece bisogna aprirne le sezioni, esplorare: ci sono spunti per una tesi o per trovare un lavoro e anche le mie idee per l'Expo 2015. E lo coccolo come un infante: è continuamente aggiornato».
Il sapere rinnovabile è un bel concetto. Ma la letteratura, e la musica e il cinema da riciclare: non sa un po' di copia, insomma, di plagio?
«Qualsiasi gesto creativo non è che la ricombinazione di elementi preesistenti».
Ma riscrivere, fare una cover, un remake, in cui si vede benissimo il punto da cui si è partiti: è come dire che la creatività non esiste, che tutto si rifà...
«Guardi, mi considero abbastanza "espertina" di creatività - ci sto anche scrivendo un nuovo libro per Rizzoli che uscirà la prossima primavera - da affermare che gran parte dell'apprendimento creativo consiste nel farsi un repertorio di schemi già fatti da rielaborare. Lo fanno i pittori quando imparano a dipingere copiando i grandi. Lo fanno gli scrittori quando, prima di scrivere, leggono. O almeno dovrebbero. Copiare e riscrivere è come fare ginnastica, un allenamento per sviluppare competenze».
Come si distingue allora un «copione» da un artista vero?
«Mi sembra ovvio che se qualcuno le spaccia Les demoiselles d'Avignon come originale è invece una copia. Ma fare proprio lo sguardo di Picasso è un'operazione legittima. Partendo da lì si inventa un proprio stile. Anche Picasso "interpretò" Las Meninas di Velázquez».
Come mai allora ci si accanisce tanto a rintracciare le prove di plagio nelle opere letterarie? «Il presupposto è pericoloso: che si possa essere creativi nella totale ignoranza di quello che è accaduto prima. Se Newton sostiene di essere salito sulle spalle dei giganti vuol dire che prima i giganti li ha "imparati". Certo chi spaccia per propri risultati altrui rubacchia. O copia da salame, in maniera stordita, senza nemmeno capire che cosa si sta copiando». Il nostro è sempre un Paese di creativi? «L'Italia è messa male, ma in maniera non omogenea: ci sono alcune isole misteriose e miracolose di qualità e di eccellenza, di determinazione, tenacia e competenza, che sviluppano nell'imprenditoria risultati straordinari, allineati con i migliori nel mondo. Ma l'assenza di donne dai ruoli chiave è un danno in termini di innovazione». Sono più creative? «Non mi fraintenda: non è che siamo meglio o capiamo di più. Semplicemente la nostra è una visione integrata che in momenti storici come questo gestisce meglio la complessità. Rinunciare al contributo femminile è cecità». E Milano è sempre l'ombelico della comunicazione? «Nel giro di pochi anni le cose che succederanno davvero saranno in rete. Anche la pubblicità è un mercato destinato a cambiare. Milano è sempre il centro di tutto, ma questo tutto è in grande mutamento».
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Il Giornale Claudia Abbiati novembre 2009 Tonio Kröger spasima per una bella aliena
BRANO di Gustave Flaubert che si trasforma in un racconto d’avventura o le storie di Mark Twain che diventano novelle d’amore. Le memorie di Giacomo Casanova tinte di paura o Thomas Mann ambientato in luoghi fantastici. È con questi quattro autori che si sono cimentati i 200 partecipanti alla lotteria letteraria del BookJockey Day di ieri in Triennale, organizzato dalla casa editrice Marcos y Marcos e condotto da Massimo Cirri, voce storica della trasmissione di Radio2 «Caterpillar».
UN’INTERA giornata all’insegna dell’arte della cover. Sì, perchè la cover è un’arte. Rieseguire un classico non è sempre sintomo di mancanza di creatività. Anzi: oltre ad essere un atto d’amore per l’originale, è sicuramente il modo migliore per apprendere le tecniche dei maestri. Come si insegna da sempre, per esempio, nelle Accademie di Belle Arti.
Alla consegna però non tutti sono soddisfatti della propria rielaborazione, come Luisa Lucato, 37 anni, bibliotecaria a San Donato Milanese. «Ho fatto la cosa più semplice: ho riscritto una storia di Mark Twain ambientandola a Milano con una donna come protagonista». A gareggiare, persone di tutte le età, dai ventenni ai più anziani. E in concorso ci sono anche dei liceali, come Elena Granvillani, 17enne studentessa del liceo classico Beccaria: «Il preside ha promosso l’iniziativa mandando tutta la mia classe, la 2B, a partecipare». Nel corso della giornata gli interventi di registi, scrittori, traduttori e speaker radiofonici hanno dimostrato che anche i grandi citano, rielaborano e ripropongono i loro modelli. Come Gus Van Sant che rigira «Psycho» di Hitchcock rispettando l’originale scena per scena. O come Marilyn Manson che riesegue «Sweet Dreams» degli Eurythmics a modo suo: sostituendo i sintetizzatori con un tappeto sonoro di chitarre elettriche distorte. Alla fine del gustoso divertissement vengono estratti e letti sedici racconti, tra cui la giuria ne sceglie quattro. E così si scopre che «Un americano alla corte di re Artù» può diventare un operaio metalmeccanico italiano degli anni ’60, che «Madame Bovary» può essere ambientato a New York e che Inge, la donna amata da Tonio Kröger, protagonista del romanzo omonimo di Mann, può essere un’aliena bellissima dai capelli verdi. I QUATTRO FINALISTI si sfidano poi con un racconto sulle previsioni meteo della Lombardia (sic), da cui viene poi nominato il vincitore. Marcella Fadda è stata giudicata dai giurati e dal pubblico la migliore autrice di racconti «a tema» e si è quindi aggiudicata una Ri’Bike, bicicletta a tema artistico-numerico. A impreziosire la giornata l’intervento del cantautore Vinicio Capossela, che dedica un tributo al poeta russo Venedikt Erofeev, in una riscrittura in cui «Mosca e via Moscova non sono poi così lontane». Marcos y Marcos propone anche un concorso intitolato «E tu ce li hai i numeri?»: i concorrenti dovranno cimentarsi con un testo di pubblico dominio di tre pagine al massimo da consegnare sul sito www.letteraturarinnovabile.com entro il 28 gennaio 2010.
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DNews Angelo Di Mambro novembre 2009 Anche copiare è un po' tradire l'arte del remake entra nei libri
L'iniziativa - La "Letteratura rinnovabile": per riscrivere autori e opere. Citando la fonte
Stanchi dell’ultimo sequel del remake di un horror degli anni ottanta che è già la riedizione di un classicone Universal degli anni trenta ripreso dalla Hammer nei ‘70? O vi ammorba l’ennesimo remix della cover di Gloria Gaynor di un pezzo di Clifton Davis, portata al successo dai Jackson 5? Allo stesso tempo siete disposti ad ammettere che tante cover sono anche meglio dell’originale e che l’omaggio, la citazione, la parodizzazione di interi repertori della nostra cultura sia la strada obbligata per l’innovazione e la creatività? Allora il posto per voi è “Letteratura rinnovabile”. Evento fisico e virtuale (c’è un sito internet, www.letteraturarinnovabile.com) ideato dalla casa editrice milanese Marcos y Marcos: lotteria letteraria, premio di riscrittura creativa, BookJockey Day alla Triennale di Milano il 28 novembre – con Vinicio Capossela, Annamaria Testa, Paolo Nori, lo scrittore cover Maurizio Matrone (primo a dichiarare la riscrittura di La vita intensa di Massimo Bontempelli) - pubblicazione delle migliori performance in volume. Per passare dal plagio alla cover letteraria. Che vuol dire abbattere uno dei tanti tabù della creatività applicata ai libri, come già le arti popolari rilette dai media elettrici, elettronici e digitali dal 1895 in poi hanno fatto con la retorica romantica dell’Autore. «Nella musica, nel cinema e nelle arti visive la cover o il remake sono operazioni scontate - spiega Claudia Tarolo, anima di Marcos y Marcos insieme a Marco Zapparolo -. In letteratura è ancora un tabù. Eppure il plagio, spesso inconsapevole o nascosto, esiste eccome. Allora facciamolo emergere, diamogli dignità e consapevolezza, passiamo dal plagio alla cover con tanto di citazione della fonte». Cosa che con la letteratura, a differenza delle altre arti, e nonostante il fatto che l’aura dell’originalità sia più ingombrante che altrove, viene quasi più facile. Il repertorio da cui pescare è davvero immenso e in gran parte copyright free. «Dichiarare di riscrivere un pezzo in letteratura - continua Tarolo- vuol dire mettere in movimento un patrimonio smisurato, dargli nuova vita. Perché per omaggiare bisogna esplorare e conoscere a perfezione l’opera che si cita. La letteratura è energia immagazzinata da movimentare, va rimessa in circolo per generare nuova energia. Ecco perché parliamo di letteratura rinnovabile». Come la mettiamo con le leggi sul diritto d’autore? «Parte del gioco è dichiarare la fonte - riprende Tarolo -. Quando Matrone ha riscritto per noi La vita intensa di Bontempelli, abbiamo avuto l’autorizzazione degli eredi. Ma limitandosi a ciò che è di pubblico dominio, agli autori morti prima del ‘3 9, c’è a disposizione un universo. Uno dei primi iscritti al nostro premio farà la cover di un brano di Apuleio. L’e ve n t o del 28 novembre alla Triennale sarà qualcosa di molto dinamico in cui si affronterà anche l’opera di riscrittura più praticata e misconosciuta, la traduzione. E si farà vedere come la ricezione dei testi cambia e si rinnova anche solo grazie a una lettura ad alta voce».
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L'Espresso V.R. novembre 2009 Il mio libro è come un rock
I libri? Sono come canzoni. Da ascoltare, cantare, riscrivere. È il senso del BookJocke Day, organizzato da Marcos e Gioco del Lotto per sabato 28 alla Triennale di Milano. In questa "Giornata del riciclo e della riscrittura" tutti sono invitati a riscrivere e rinnovare i grandi classici della letteratura. E a notare che, come colonne sonore diverse trasformano una scena di film, così diverse letture ad alta voce, diverse traduzioni, diverse stesure, trasformano il testo letterario. E come delle canzoni, anche dei testi si può fare una "cover": le migliori saranno premiate.
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Io Donna Andrea Rinaldi
novembre 2009
Copiare con arte
Premi Strega accusati di trasporre altri romanzi, scrittori sospettati di plagio o di pessime traduzioni. Perché allora non rendere omaggio alle proprie fonti di ispirazione e trasformare la copiatura in arte? Marcos y Marcos editore organizza il BookJockeyDay (28 Novembre, Triennale Milano): riscritture sul tema della “cover”. Partecipano Matteo B. Bianchi, Vinicio Capossela, Costantino Chinaski, Maurizio Matrone, Paolo Nori, Annamaria Testa. Coinvolto anche il pubblico: suddiviso in gruppi in base a generi letterari proverà a riscrivere brani famosi di scrittori dell’Ottocento in una gara a eliminazione: in palio una bicicletta smaltata con la riproduzione dei Numeri innamorati di Giacomo Balla.
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vivimilano Ida Bozzi
novembre 2009
Giocate a riscrivere
Siamo abituati alle «cover» musicali, in cui un autore «reinterpreta» secondo il proprio stile un brano celebre. Sono invece una novità le «cover» letterarie cui è dedicato sabato 28 il «BookJockeyDay», evento promosso in Triennale dall'editore Marcos y Marcos, in collaborazione con il Gioco del Lotto e con la partecipazione di Eni. Per tutto il giorno, chi si iscrive, parteciperà a incontri, letture, spettacoli, laboratori e concorsi dedicati alla «riscrittura» di libri classici. Nella giornata, condotta da Massimo Cirri, si discuterà della «cover» nel cinema, con il regista Attilio Azzola (ore 10) e in letteratura, con gli autori Maurizio Matrone (ore 10.30), Paolo Nori (ore 11.20) e Matteo B.Bianchi (ore 14). Il tutto tra letture e spettacoli, con l'intervento di Vinicio Capossela con Cinaski (ore 16.15). Clou della giornata, la lotteria letteraria «Lampi di Genio», con riscrittura a squadre di testi classici (dalle ore 14.30). E dal giorno successivo, gli iscritti alla giornata potranno partecipare al concorso di cover «E tu ce li hai i numeri?», con premi e possibilità di pubblicazione.
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tuttomilano Fiorella Fumagalli
novembre 2009
“BookJockey Day” in Triennale
Copiando s’impara: scrittori in gioco
Se musica, pittura, cinema abbondano di cover, copie, remake, è giunto il momento di dar vita nuova anche alla letteratura. Anche il testo letterario, rimesso in circolo, è energia pulita e rinnovabile. Purché si dichiari la fonte, naturalmente. Sono queste le premesse del “BookJockey day”, giornata laboratorio sull’arte della cover e lotteria letteraria, organizzata dalla casa editrice Marcos y Marcos e dal Gioco del Lotto. Sabato 28 (ore 10\17.30) alla Triennale, in viale Alemagna 6, maestro di cerimonie Massimo Cirri, personaggi come il giovane regista Attilio Azzola, gli scrittori Maurizio Matrone, Tina Venturi, Paolo Nori, Matteo Bianchi, il musicista Vinicio Capossela e Cinaski, il guru della comunicazione Annamaria Testa lanciano esempi su come copiando s’impari. I partecipanti, divisi in quattro gruppi tematici (amore, avventura, fantastico e paura), si scatenano nella gara di riscrittura di un breve testo; tra letture, estrazioni a sorte, selezioni e duello finale si arriva alla premiazione del vincitore. Posti 250, quota (pranzo compreso) 40 euro, iscrizioni www.letteraturarinnovabile.com I partecipanti possono concorrere al successivo “Premio Letterario di riscrittura” che si conclude il 28 gennaio.
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La Nota del Traduttore Dori Agrosì novembre 2009
Intervista a Claudia Tarolo a proposito del BookJockey Day e Letteratura Rinnovabile di Marcos y Marcos
Davvero originale questa iniziativa del BookJockey Day e della Letteratura Rinnovabile. Un modo versatile per mettere in luce la letteratura. "La letteratura, se si rimette in circolo, è energia pulita, dunque anche rinnovabile." Ma di cosa si tratta, di un nuovo pannello fotovoltaico?
Sì, ma senza silicio: detestiamo l’inquinamento, in tutti i sensi possibili. Lo scrittore-pannello legge avidamente, assimila (senza nemmeno ingrassare), assorbe energia dai grandi scrittori che l’hanno preceduto e poi emana a sua volta energia, in parte nuova, in parte riciclata. Si differenza dallo scrittore plagiario, l’imitatore puro, che copia senza dirlo o senza nemmeno rendersene conto. Insomma la nostra provocazione è: visto che attingiamo tutti al patrimonio letterario che ci circonda, meglio esserne consapevoli, in certi casi esercitarsi a “copiare” per capire, per affinare il mestiere, e poi verificare la propria impronta originale.
Com’è nata l’iniziativa?
Prima di tutto dalla constatazione che l’accusa di plagio è sempre dietro l’angolo; solo quest’anno, sono stati accusati di aver copiato il vincitore del Premio Strega e un autore di best seller come Faletti. Dietro queste accuse, si nasconde una grande verità: che tutti noi continuamente assorbiamo parole, stili, informazioni e a volte li riproduciamo senza nemmeno rendercene conto.
Perché non fermarsi allora a riflettere su questo processo, scomporlo, fermarlo; perché non provare consapevolmente a imitare uno stile, una struttura, per allenarci a scrivere, per affinare gli strumenti, e riconoscere ancora meglio la nostra impronta, ciò che ci rende originali?
In secondo luogo, ci piace da sempre pensare alla letteratura come a una cosa viva, che comunica con le altre arti, con cui è bello anche divertirsi, giocare.
Altrettanto interessante è la scelta dei protagonisti, perché bisogna avere un estro piuttosto forte per realizzare delle cover letterarie. E insomma puntate sul tecnologico. Una cover, in che senso… per il telefonino?
Certo, nel senso che con una cover si può dare un nuovo volto a testi amati e noti, per trasformarli, a volte renderli migliori, sicuramente per proteggerli. E per portarli sempre con sé.
Ma cosa si intende per “cover” letteraria?
Una cover, in generale, è la libera interpretazione o il rifacimento di un’opera già esistente.
Molto diffusa nella musica, nell’arte figurativa e nel cinema.
La nostra idea è che anche in letteratura copiare, imitare, rifare possa essere non solo lecito, ma anche istruttivo e salutare. Purché il testo sia di pubblico dominio e si dichiari apertamente la fonte.
Imitare, proprio come tradurre, aiuta a entrare profondamente nel testo di partenza; aiuta ad assorbire ritmo, energia e a riprodurli “come nuovi”.
Quanto dura il BookJocker Day e come si partecipa?
Il BookJockey Day dura una giornata intera, sabato 28 novembre dalle 10.00 alle 17.30. E prosegue con un Premio letterario di riscrittura che si conclude alla fine di febbraio con la premiazione del vincitore e la pubblicazione delle otto migliori cover realizzate. Per partecipare occorre iscriversi sul sito www.letteraturarinnovabile.com. La quota per BookJockey Day con tanto di spuntino, due premi e un’agenda rinnovabile in omaggio è di quaranta euro, ma sono previste convenzioni e riduzioni per Master Universitari, Biblioteche, Scuole di scrittura e di Teatro, traduttori etc.
A chi è destinato?
Scrittori, lettori, studenti, curiosi: a tutti coloro che trafficano a vario titolo con la scrittura.
Il vincitore del premio per la miglior riscrittura letteraria, riceve una ri’bike. Nel senso che pedalando la ri’bike si ricarica il cellulare? Di quale tipo di bicicletta si tratta?
Sulla ri’bike non si scherza: è una stupenda opera d’arte con i pedali, un pezzo unico decorato a mano che ci farà invidiare per sempre i vincitori.
Al Premio, quello bandito da Letteratura Rinnovabile e rivolto alle otto migliori riscritture, chi può parteciparvi?
Il Premio bandito da Letteratura rinnovabile, "E tu ce li hai i numeri?", è strettamente legato al BookJockey Day, nel senso che noi proponiamo l’iniziativa nel suo insieme. Naturalmente chi lo desidera può limitarsi a partecipare a questo premio: sceglie un brano a sua scelta (di massimo tre pagine e fuori diritti, ossia opera di un autore defunto prima del 1939), realizza la sua cover, la deposita sul sito www.letteraturarinnovabile.com. Una giuria composta da editori e scrittori sceglie le otto migliori cover; anche in questo premio, il vincitore assoluto avrà una bicicletta, e le otto migliori cover verranno pubblicate in un’antologia.
In che modo la traduzione è coinvolta nella Letteratura Rinnovabile quanto la musica e la pittura?
Durante il BookJockey Day due attori leggeranno tre brani letterari in due diverse traduzioni. È la dimostrazione che ogni traduzione è una riscrittura per eccellenza, nel senso che dà sfumature diverse, toni diversi allo stesso testo facendone ogni volta qualcosa di nuovo pur attenendosi all’impianto originale. Più cover di così…
Perché "Letteratura Rinnovabile" solo a Milano? Di energia pulita ce n’è bisogno un po’ dappertutto…
Certo, e infatti il nostro progetto non si ferma qui. Prevediamo nuove edizioni in altre città italiane già nel 2010.
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Panorama novembre 2009
Il plagio di Capossela
Perchè il plagio è delitto in letteratura, se in arte si copiano i modelli e nel rock impazzano le cover band di Beatles, Rolling Stones o Led Zeppelin? Da questo spunto Marco Zapparoli e il suo doppio, la casa editrice Marcos y Marcos, organizzano il 28 novembre, alla Triennale di Milano, un BookJockey Day. Dalle 10 alle 17.30, tripla sfida: autori da Vinicio Capossela a Paolo Nori riscrivono testi noti; partecipanti estratti a sorte con una lotteria si misureranno su brevi cover; infine il lancio del premio letterario "E tu, ce li hai i numeri?". Con la certezza che il plagio è una delle belle arti e può rinnovare la letteratura.
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L'Unità Maria Serena Palieri novembre 2009 Ecologia dello scrivere
Tre anni fa Marcos y Marcos scelse uno slogan: «Meno tre». Una piccola casa editrice decideva di tagliare le novità annue inviate sul mercato da 17 a 14. In cambio chiedeva ai librai di aumentare del 15% il tempo di permanenza delle sue novità sugli scaffali. Il tutto in nome di una decrescita serena: più qualità, meno sprechi. Non sappiamo se la linea «ecologista» abbia pagato. Sappiamo invece che ora la stessa Marcos y Marcos organizza a Milano alla Triennale, il 28 novembre, il «BookJockeyday», un evento in nome della «letteratura rinnovabile»: «le nuove idee, come il petrolio, cominciano a scarseggiare», scrivono, dunque ecco una giornata in cui ciò che in genere chiamiamo plagio diventerà gioco manifesto. Gli iscritti «riscriveranno» e gli otto testi migliori verranno pubblicati in antologia, mentre Vinicio Capossela, Paolo Nori, Annamaria Testa dal vivo si produrranno in performances. Ora, la maggioranza di quanti nella vita hanno desiderato diventare scrittori lo deve all’incontro, sulla pagina, con qualcuno che scrittore lo era già davvero. E scrivere «sulla falsariga di» è un ottimo esercizio. Se non di scrittura, di lettura: prendete una pagina di Salinger, riscrivetela cambiando dati fisici dei personaggi e ambientazione, e vedrete che sarà come, quella pagina, vederla ai raggi X. Già, ma riscrivere produce «Arte»? Il BookJockeyDay sulla carta sembra soprattutto un bel giocone, in linea in tempi di intelligenza collettiva (e remake...). Però vi diamo una dritta. C’è un capolavoro della nostra narrativa nato copiando riga per riga un altro libro: il Giornalino di Giamburrasca che Vamba copiò da A bad boy’s diary di Metta Victoria Fuller. Il confronto è imbarazzante. Però, «toscaneggiando» il libro plagiato, Vamba ha regalato a noi italiani un libro insostituibile, di culto (e di formazione) per la nostra infanzia.
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Marie Claire Marta Cervino dicembre 2009 Non Morto di Maurizio Matrone
Vengo al mondo. Diranno queste pagine se "il non-morto" della mia vita sono stato proprio io, o se tale appellativo non convenga invece a qualcun altro. Intanto, per cominciare la mia non-vita con l'inizio dirò che io nacqui (se così si può dire visto che così mi venne detto e così credo) un venerdì, a mezzanotte di non saprei dire quanti anni or sono. Fu notato che l'orologio cominciò a rintoccare le ore e io cominciai a vagire, simultaneamente. In considerazione del giorno e dell'ora della mia nascita, la levatrice e alcune rispettabili e antiche streghe del vicinato, che avevano preso vivo interesse alla mia anima dannata parecchi mesi prima di ogni possibile conoscenza diretta, dichiararono: primo, che per sfortuna non sarei mai morto in vita mia; secondo, che avrei avuto il privilegio di veder spiriti e fantasmi, sai che roba! Inevitabili prerogative di tutti gli sventurati fanciulli dannati (...)
COVER BOOK Quello che leggete sopra non è un estratto dal nuovo romanzo di Matrone, ma la sua riscrittura dell'incipit di David Copperfield. Un esempio di ciò che si farà il 28/11 alla Triennale di Milano durante il BookJockey Day: torneo a premi di cover letterarie (con giurati doc, oltre Matrone), ideato dalla Marcos y Marcos (sponsor, Il Gioco del Lotto). PS: per partecipare bisogna iscriversi (letteraturarinnovabile.com). E il gioco delle cover continua su marieclaire.it...
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Donna Moderna novembre 2009 Vi è mai venuto in mente che avreste potuto scrivere voi quel capolavoro della letteratura, quel best seller da milioni di copie? Bene, dimostratelo! Il 28 novembre alla Triennale di Milano dalle 10 alle 17 si svolgerà la prima gironata della letteratura rinnovabile: tornei letterari, giochi, laboratori e gare, ispirati dalla filosofia del riciclo e del plagio come forma d'arte.
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Affaritaliani.it Maria Teresa Melodia novembre 2009 "Bookjockey Day", l'elogio del plagio. Parola di Ariele, voce di Rock Fm
Sabato a Milano si celebre l'elogio del 'plagio artistico', con il "Bookjockey Day" organizzato da Marcos y Marcos. Tanti gli ospiti, compreso Vinicio Capossela e Ariele, voce storica di Rock Fm, che ad Affaritaliani.it rivela: "Alcune cover musicali sono vere e proprie opere d’arte. La più affascinante? I Devo che rifanno Satisfaction dei Rolling Stones...".
“Di creare sono capaci tutti. Il difficile è copiare". Parola di Totò. Nella musica le cover, i rifacimenti di brani già esistenti, sono una prassi diffusa e di successo, a volte superano per qualità il modello originale, a volte ne fanno una brutta copia, a volte ancora ne creano una versione moderna. I remake non mancano neanche nella pittura, nel cinema e nell’arte. E nella letteratura? Perché non dare spazio al riciclo letterario per creare una letteratura rinnovabile che si nutra della copiatura di un testo amato già esistente? L’originalità non sta solo nel contenuto, ma anche nella forma e nell’interpretazione di un’opera d’arte. Da questo spunto è nato il Bookjockey Day, laboratorio ideato dalla casa editrice Marcos y Marcos, che sabato 28 novembre, alla Triennale di Milano, dedica un’intera giornata alle cover, ovvero all’arte del copiare intesa nella sua accezione più nobile. La letteratura rinnovabile al pari di film e musica avrà il suo momento di celebrazione con interpreti d’eccezione. Capitanati da Massimo Cirri, sulla passerella della Triennale sfileranno, con le loro cover d’autore, Vinicio Capossela e il suo amico Cinaski, scrittori come Paolo Nori, Matteo B. Bianchi, Maurizio Matrone, un genio della comunicazione come Annamaria Testa, un giovane regista come Attilio Azzola. E, se gli autori che si spingono in riscritture di opere famose sono rari, non è mai troppo tardi per un primo concorso di letteratura ‘rinnovabile’per riscrivere un racconto, o parte di un romanzo, sotto una nuova luce.
Le regole per partecipare. I primi 250 che si iscrivono al sito Letteratura Rinnovabile.com entro il 28 novembre 2009 potranno mettersi alla prova con la Lotteria letteraria Lampi di genio, gara di riscrittura ‘flash’ di brani, in diretta durante il BookJockey Day. Per chi vuole cimentarsi in scritti d’autore c’è il Premio letterario E tu ce li hai i numeri?: basta prendere un’opera libera dal copyright, cioè risalente a prima del 1939, sceglierne una scena, un capitolo o un racconto, riscriverlo in maniera personale (max tremila battute), e postarlo su LetteraturaRinnovabile.com.
Mischiare la carte in tavola è concesso, ma con la condizione di citare l’opera di riferimento. Le date del premio sono racchiuse tra il 29 novembre e il 28 gennaio 2010 e al vincitore spetta una Ri’bike, una bicicletta reinterpretata artisticamente, e la pubblicazione in un’antologia realizzata da Marcos y Marcos. Un’occasione per aspiranti talenti e una sfida ai classici lettori appassionati, e tra un intervento e l’altro, il dj radiofonico l’Ariele, voce storica di Rock FM, proporrà vari esempi di cover musicali, da Elvis Presley ai Beatles, da Bob Marley a Sid Vicious fino a David Bowie. Ad Affari il dj racconta le ‘sue’ cover.
Ariele, letteratura e musica, cosa ne pensi di questo binomio?
E’ una provocazione interessante. La scrittura è sempre stata importante per entrambe le arti, pur trattandosi di campi diversi, anche perché a differenza della musica, nella letteratura trovare degli ‘interpreti’ è più difficile.
Nella musica ‘copiare’ è una vera e propria arte?
Alcune cover sono vere e proprie opere d’arte, altre delle markette, delle operazioni puramente commerciali, ma la differenza tra la musica e la letteratura è che la cover musicale è accettata, in letteratura si invoca il plagio…
Qual è la cover più affascinante?
Quella dei Devo che rifanno Satisfaction dei Rolling Stones proponendo la loro versione per cui il mondo va al contario, evolvendosi. I ragazzi cantano nel video con delle tute gialle molto esilaranti.
La più divertente in assoluto?
Tutti quelle di gruppi che rifanno una canzone classica in un altro genere.
Tipo?
I Beatallica: suonano i Beatles come fossero i Metallica! O gli ACDX che rifanno gli ACDC in versione country con mandolini.
Nella musica spesso le cover sono meglio dell’originali, quali secondo te le migliori?
Dipende, perché si può parlare anche di interpretazioni, a seconda che l’autore abbia pubblicato una sua versione o meno. Per esempio Bob Dylan secondo me è un grande scrittore prima ancora che cantante, ha fatto tanti testi e personalmente li preferisco quando vengono suonati da altri. I suoi pezzi sono diventati più famosi cantati da altri, sono delle vere interpretazioni in versi. Basta pensare a Mr. Tambourine Man.
Qual è secondo te la chiave di successo per una cover?
La capacità di trasportare un pezzo in un’ altra dimensione: se il pezzo è classico farlo diventare moderno, rock.
Il pubblico della radio come recepisce le cover?
Spesso l’autore del testo e quello della cover sono la stessa cosa.
Una delle peggiori?
Tra le ultime meno apprezzate c’è sicuramente “Ad ogni costo”, il criticato rifacimento che Vasco Rossi ha fatto di “Creep” dei Radiohead.
Per il Bookjockey Day quale chicca hai trovato?
Ho pescato cose divertenti degli anni ’70, quando molti artisti stranieri cantavano in italiano: David Bowie che canta Volare o i Rolling Stones tradotti in italiano, per esempio Battiato che canta Ruby Tuesday degli Stones con un accento inglese terribile…
Spesso Battiato inserisce parti in inglese nei suoi testi…
Sì, ma l’inglese di Battiato è pessimo, solo che nessuno ha il coraggio di dirglielo perché è molto venerato nella musica, se fosse un altro credo che gliel’avrebbero già fatto notare!
Ultima domanda sullo stato di salute del rock in Italia…
Tutta la mia carriera si è basata sul rock, da Lupo Solitario a Rock Fm, sono sempre stato convinto di un ascolto molto forte, radicato nel territorio. La nascita di un network come Virgin Radio ha dimostrato come una radio rock fosse attesa in Italia, un genere amato globalmente, anche se sempre bistrattato specialmente nel nostro paese.
Cioè?
In Inghilterra e in America il rock è una forma d’arte normale, qui in Italia si è ancora legati agli stereotipi del rocker: motociclisti o tatuati.
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Fabio Deotto ottobre 2009 BookJockey: nasce in Italia la letteratura rinnovabile
Agli italiani, si sa, le “cover” piacciono da sempre. Nel 1963 il Molleggiato cantava “Pregherò” sulle note di “Stand By Me” e ancora oggi nei locali i gestori chiedono alle band emergenti di mettere in scaletta almeno un pezzo famoso.
Quello che invece ancora non si sapeva, è che agli italiani piacciono anche le cover letterarie. Non avete mai sentito parlare di cover letterarie? È normale, fino ad oggi sono davvero pochi gli esempi di letteratura rinnovabile. A parte qualche reinterpretazione di Jane Austen in salsa zombie, gli autori che si cimentano in riscritture di opere famose sono rari come la neve in Sicilia.
Ma le cose potrebbero cambiare presto perché il prossimo 28 novembre, la triennale di Milano ospiterà il primo concorso di letteratura rinnovabile, organizzato dalla casa editrice Marcos Y Marcos. Si chiama BookJockey Day e può parteciparci chiunque voglia riscrivere un racconto, o parte di un romanzo, sotto una nuova luce.
Le regole sono poche e semplici: prendi un’opera libera dal diritto d’autore (perciò scritta prima del 1939), scegli una scena, un capitolo o anche un intero racconto, poi riscrivilo come se fosse tuo. Puoi cambiare ambientazione, citare frasi celebri, stravolgere il destino dei personaggi. Non importa quanto mischi le carte in tavola, l’importante è citare l’opera di riferimento e scucire 40 euro per l’iscrizione. Fai in fretta: i posti disponibili sono solo 250 e le iscrizioni scadono il 23 novembre.
Inutile dire che un evento di questo tipo non mancherà di arricciare i nobili nasi degli accademici più inamovibili. Alcuni lo additeranno come un attentato alla purezza dei classici, altri come un becero tentativo di usare le pagine ingiallite della Letteratura come trampolino per autori privi di vero talento.
Ma chi ha detto che le “cover” debbano essere necessariamente peggio degli originali? Nella storia della musica ci sono fior di esempi di come una seconda mano di bianco a volte possa trasformare una buona canzone. Ovvio, non è il caso di “Ad ogni costo”, il criticato rifacimento che Vasco Rossi ha spremuto fuori da un’intoccabile perla del rock come “Creep” dei Radiohead. Ma è sufficiente pensare a come il buon Kurt Cobain è riuscito a donare nuovo smalto alle scheletriche canzoni dei Meat Puppets in “Unplugged in New York” per rendersi conto che riscrivere può essere un’arte più che nobile.
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Matteo Chiavarone novembre 2009 BookJockey Day: copiare è arte
Il 28 novembre, alla Triennale di Milano non perdetevi il BookJockey Day, un laboratorio per imparare a scrivere cover. Di che si tratta? Il teorema è semplice: leggendo e copiando si impara. Cosa? Sì, proprio così. Niente scherzi. O forse sì perché la giornata che si preannuncia sarà spassosissima. Sarà per il tema, sarà per gli ospiti che vi parteciperanno. Vinicio Capossela, affiancato da Cinaski, l’amico di sempre, e poi: Maurizio Matrone, Paolo Nori, Matteo B. Bianchi, Annamaria Testa, Attilio Azzola.
Tutto nasce da alcune domande, gettate lì, come se niente fosse. Gordon Lish ha stravolto il vero Carver? Scarpa e Faletti hanno copiato? Ma forse è qualcosa di molto più in là nel tempo: Plauto, soprattutto Terenzio. Plagio, imitazione, cover. Chiamiamolo come ci pare ma il fatto di prendere spunto da chi ci ha preceduto è un qualcosa di cui non può fare a meno. In fondo anche calcare o copiare possono diventare processi artistici. Bisogna capire come. E soprattutto quando.
Nei musei gli scultori o i pittori copiano i modelli amati. Gliene facciamo una colpa? Le cover band riportano in vita artisti del passato, morti purtroppo troppo presto, o sanciscono il successo di quelli in vita. Che facciamo, smettiamo di ascoltarli? E poi grandi autori che interpretano grandi autori. La Vanoni ci ha fatto una carriera. I Nomadi devono ringraziare Guccini per i loro più grandi successi. Chi non vorrebbe reinterpretare De André? Pensate a Morgan che ha preso “Non all’amore non al denaro né al cielo“, capolavoro del grande cantautore genovese, ha cambiato il nome, mettendo il suo, e lo ha reinterpretato di sana pianta.
Arte del riciclo. E allora: perché non rendere un onesto omaggio alle proprie muse, ai propri numi tutelari? Con una nuova interpretazione si può rimettere in vita qualsiasi cosa, in fondo. O no? Perché non scrivere una propria, originale, cover letteraria?
E allora vai con Capossela, giocoliere di parole, che in pausa dal suo ultimo “Solo Show”, ne proporrà una sua. Di cover, intendo. Letteraria.
Maurizio Matrone, illustrerà la filosofia delle cover letterarie; gli altri ospiti proporranno esempi spettacolari nel campo del cinema, dell’arte, della musica e della letteratura. Lui che ha riportato in vita Bontempelli. Riscrivendolo.
Vi ricordate la questione che Borges aveva posto per il Don Chisciotte?
Paolo Nori dimostrerà come persino una differente lettura ad alta voce di un testo ne possa cambiare radicalmente l’effetto. Insomma, grandi cose. Giostrate
Tra i concorrenti, tutti dotati del numero che hanno ricevuto tramite Ri’Card, verranno estratti a sorte con il classico cestello in ottone a manovella i fortunati che si sfideranno a eliminazione diretta.
La giuria esprimerà il voto pubblicamente con le palette numeriche.
Tutte le riscritture prodotte saranno comunque pubblicate sul sito letteraturarinnovabile.com.
Tutti i partecipanti riceveranno in dono Un anno che ha i numeri… Agenda rinnovabile e un attestato di partecipazione.
Per qualsiasi informazioni e per iscriversi: www.letteraturarinnovabile.com
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www.booksblog.it ottobre 2009BookJockey Day: l'arte della cover
La casa editrice milanese Marcos y Marcos ha deciso di puntare sulla cover per abbattere il tabù secondo il quale “in letteratura è sconveniente copiare”. In effetti in altri ambiti artistici, quali musica, pittura e cinema, le imitazioni sono frequenti e per nulla additate. L’evento si terrà nel corso della triennale di Milano sabato 28 novembre. I partecipanti si sfideranno appunto in cover letterarie, ovvero riscritture di opere esistenti, che verranno rielaborate ad esempio cambiando l’ambientazione, o il punto di vista del narratore, o ancora il luogo dell’azione. La quota di iscrizione è di quaranta euro e i posti disponibili sono 250. Alla giornata sarà presente Vinicio Capossela che leggerà la sua riscrittura di un brano e ancora Paolo Nori, lo scrittore Matteo B. Bianchi e Annamaria Testa. Tutti gli ospiti mostreranno al pubblico come l’imitazione è in realtà un modo per far emergere nuove idee, il motore di un’energia rinnovabile. Ferma restando la distinzione tra rielaborazione e plagio, ovviamente. La fonte va sempre citata!
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elle.it
Rachele Maggiolini ottobre 2009 Bookjockey: l’arte di copiare
C’è chi lo chiama plagio e chi – più coraggioso – preferisce parlare di cover. Musicale, cinematografica (leggi alla voce remake) o letteraria, non sempre, infatti, la copiatura di un’opera d’arte è una cosa negativa, anzi. Ne son convinti (e sono pronti a dimostrarlo) gli editori della Marcos y Marcos che, accompagnati da illustri fan della riscrittura, organizzano il prossimo 28 novembre il rivoluzionario Bookjockey Day. All’interno della Triennale di Milano, Vinicio Capossela, Paolo Nori e tanti altri artisti si divertiranno a riscrivere e interpretare classici della musica e della letteratura. Oltre a queste performance, verrà organizzata l’insolita lotteria letteraria Lampi di genio e i fortunati estratti a sorte dovranno cimentarsi in una copiatura/riscrittura che verrà premiata o bocciata in diretta dal pubblico. Al cuore del Bookjockey Day e della filosofia di casa Marcos y Marcos c’è l’idea che l’originalità non stia solo nel contenuto, ma anche nella forma e nell’interpretazione di un’opera d’arte. Dopotutto, chi di noi non ha adorato lo psichedelico remake firmato Tim Burton de La Fabbrica del Cioccolato (1971)? E non temete, non bisogna essere registi hollywoodiani o scrittori affermati per osare. Basta riscrivere un testo a scelta e inviarlo al sito www.letteraturarinnovabile.com. Le otto cover migliori verranno pubblicate in una raccolta firmata Marcos y Marcos. Buon remake a tutte!
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www.wuz.it Grazia Casagrande ottobre 2009 Letteratura rinnovabile - BookJockey Day una giornata di spettacolo, una lotteria letteraria e un premio alle migliori cover sono aperte le iscrizioni
Le otto migliori riscritture saranno pubblicate in un'antologia da Marcos y Marcos - ogni altra informazione sul sito "Letteratura rinnovabile".
La premiazione avverrà il 28 novembre a Milano, nel Salone d'onore della Triennale in Viale Alemagna 6 dalle 10,00 alle 17,30.
Per iscriversi compilare il modulo scaricabile online.
Cover, mix e re-mix letterari possono dar vita ad opere nuove e sorprendenti. Talvolta più interessanti degli originali. Ecco un metodo per rendere omaggio a un grande autore, o a uno scrittore ingiustamente dimenticato, e trasformare il libro che ami nel tuo libro. Prendi un romanzo o un racconto, riscrivine una parte. Puoi spostare l’ambientazione in un altro luogo, in un altro tempo e con gli occhi di un altro personaggio.
Guarda dove funziona, che cosa resiste, che cosa migliora, che cosa non serve.
Si possono rispolverare vecchie parole e vecchie frasi per mischiarle, spremerle, rinnovarle.
Vedrai che l’operazione di trasformazione letteraria non avrà semplicemente prodotto un’opera nuova, ma avrà riutilizzato, valorizzandolo - e senza consumarlo - l’originale. Energia più pulita di così!
In campo musicale le cover sono a volte più singolari degli originali perché sono degli atti – non semplicemente interpretativi – di riscrittura e rilettura pieni d’amore verso la musica e l’autore.
Nessuno si scandalizza se un pittore copia i maestri perché, come diceva Gauguin, chi lo fa li ama.
E come non restarne influenzati? E chi si ama se non coloro che ci sono più affini?
Il “copiare” con l’umiltà di chi impara è la modalità che permette di creare qualcosa di nuovo.
Il copiare con la spudoratezza di un imbroglione è, invece, un’operazione di disonestà assoluta perché nel “plagio” si spaccia per propria l’opera di un altro.
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marieclaire.it Claudia Spadoni ottobre 2009 BookJockey Day Marcos y Marcos promuove la letteratura rinnovabile
«Scegli un testo di pubblico dominio, riscrivilo, fallo tuo». Quelli di Marcos y Marcos ci invitano al plagio? No, a pensare alla letteratura come a «una fonte di energia pulita, quindi rinnovabile», piuttosto, e a cimentarci con l’arte della cover letteraria. Accade al BookJockey Day, una giornata di “riscritture e spettacolo” (28 novembre 2009, Triennale di Milano) organizzata dalla casa editrice in collaborazione con il Gioco del Lotto, e prima tappa di un torneo letterario itinerante.
I primi 250 che si iscriveranno al sito Letteratura Rinnovabile.com potranno mettersi alla prova con la Lotteria letteraria, la riscrittura-flash di due brevi testi. In giuria, l’esperto di cover letterarie Maurizio Matrone (ha riscritto La vita intensa di Massimo Bontempelli, trasformandolo ne Il commissario incantato), Vinicio Capossela, Annamaria Testa, Matteo B. Bianchi, tra gli altri.
Per chi preferisce i “compiti a casa”, c’è il Premio letterario E tu ce li hai i numeri?: «scegli un romanzo o un racconto scritto da un autore deceduto prima del 1939 (e quindi libero dal diritto d’autore, ndr), riscrivine un brano (max tremila battute) e postalo su LetteraturaRinnovabile.com». Il Premio inizia il 29 novembre e termina il 28 gennaio 2010: si vince una Ri’bike, una bicicletta reinterpretata artisticamente (va anche ai vincitori della Lotteria Letteraria) e la pubblicazione in un’antologia realizzata da Marcos y Marcos.
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tifeoweb.it Alessandra Vinciguerra novembre 2009 Quando copiare diventa un'arte
Copiate copiate e copiate. L’invito arriva dalla casa editrice milanese Marcos y Marcos che ha organizzato per il 28 novembre prossimo una giornata, durante la Triennale di Milano, dedicata a chi ha voglia di riscrivere opere del passato. Il titolo? Il giorno dedicato all’arte della cover editoriale è intitolato BookJockey Day e prevede altre iniziative. Agli aspiranti scrittori toccherà riscrivere pezzi di romanzi e racconti, anche famosi, ma dando una propria impronta personale. Per evitare le violazioni di copyright le opere che verranno “plagiate” saranno quelle pubblicate prima del 1939 e lo tutti i lavori verranno pubblicati sul sito www.letteraturarinnovabile.com, dove sono pubblicate tutte le informazioni per prendere parte all’iniziativa. E proprio di letteratura rinnovabile si tratta perché l’idea di Marcos Y Marcos è quella di riciclare delle idee che ormai qualcuno potrebbe avere anche dimenticato.
Per partecipare a questa giornata c’è tempo fino al 23 novembre. Alla giornata potranno iscriversi 250 partecipanti. Le opere vincitrici potranno finire su un libro, vero, edito proprio da Marcos Y Marcos. Naturalmente copiare non vuol dire dimenticare la parola chiave della letteratura: originalità.
L’iniziativa, dicono da Marcos y Marcos, non avrà luogo solo per la Triennale di Milano, l’idea del riciclo della letteratura è pronta a fare il giro d’Italia per tutto il 2009.
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unavitadaleggere.blogspot.com ottobre 2009 BookJockey, la cover come arte
La casa editrice milanese, Marcos y Marcos, ha deciso di valorizzare la “copiatura”. Non è un’accusa diffamatoria o una battuta di spirito, ma il tentativo di far emergere nuove idee lavorando su un lavoro preimpostato, già partorito, sui classici magari. Parte da questo importante presupposto l’evento che avrà luogo a Milano, alla Triennale, il prossimo 28 novembre, dove i partecipanti dovranno reiscrivere sotto una luce nuova, personale, parti di romanzi, racconti, ambientazioni, punti di vista del narratore originale,dialoghi, frasi celebri, caratterizzazione e identità dei personaggi e chissà quant’altro. Poche regole basilari: naturalmente le opere che verranno prese in considerazione, che prenderanno vita come punto di riferimento su cui dovranno confrontarsi piu’ menti creative, sono libere da copyright (che riveste sempre un ruolo assai delicato e discusso quando si parla di opere d’arte) e quindi testi scritti prima del 1939, si sceglie per l’appunto l’elemento o gli elementi da reinventare e riscrivere, citando naturalmente l’opera di riferimento. La quota partecipativa è di 40 euro, posti disponibili saranno 250 e la scadenza per le iscrizioni è fissata per il 23 novembre. Ai vincitori di riscrittura, la possibilità di veder pubblicati da Marcos y Marcos i propri lavori. Comunque, tutte le riscritture verranno pubblicate su www.letteraturarinnovabile.com. Sono certo che questo evento creerà comunque alcune polemiche, soprattutto in quei lettori o scrittori snob e rigidamente conservatori, che rappresentano il clan della letteratura seria che non debba e non possa avere momenti di svago e di deviazioni di originalità e creatività, anziché intravedere in questi eventi un motore di rinnovabilità dell’arte e della materia creativa. Ci si chiede, visto che si sta parlando di cover, se necessariamente l’originale debba dominare a priori o essere migliore a priori della “copia”. Se reinventata, riscritta, se alla copiatura vengono aggiunti stili ed elementi personali, perché anche la copiatura non puo’ rappresentare un lavoro originale e unico? All’evento parteciperanno anche scrittori come Matteo B. Bianchi e Vinicio Capossela.
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Affaritaliani.it ottobre 2009
Ecco la letteratura rinnovabile. A Milano "L'arte della cover". Con Marcos y Marcos
L’ARTE DELLA COVER - È cronaca recente: il plagio, più o meno consapevole, è sempre più diffuso. Perché non rendere invece un onesto omaggio alle proprie fonti di ispirazione valorizzando, nello stesso tempo, l’interpretazione? Perché non fare del riciclo, del rilancio, una bandiera? Dichiarando, s’intende, il testo di partenza. Scrivere è una grande e diffusa ambizione che alimenta sogni, speranze e centinaia di scuole di scrittura. Ma chi l’ha detto che si debba sempre partire da zero, illudersi di inventare sempre qualcosa di completamente nuovo? I libri custodiscono miniere di idee ed emozioni che vivono di circolazione e movimento. Pensiamo alla letteratura come fonte di energia pulita, dunque rinnovabile: riciclando in modo creativo materia esistente si crea nuova materia, si allargano orizzonti, si rendono possibili nuove conquiste. Come in tutte le arti, l’originalità sta innanzitutto nell’interpretazione. Le cover musicali sono spesso migliori degli originali, il doppiaggio può migliorare la recitazione di un attore, la colonna sonora è decisiva per le emozioni che trasmette la scena di un film. Perché non può valere lo stesso per la scrittura? Le nuove idee, come il petrolio, cominciano a scarseggiare. Ma possiamo rinnovare energia attingendo a un patrimonio letterario ricchissimo da riscoprire e far rivivere. Leggendo e copiando si impara. I nostri premi letterari, che in parte si trasformeranno in laboratori di scrittura, si configurano così: scegli un testo di pubblico dominio,riscrivilo, fallo tuo, in una combinazione fertile di nuovo e già esistente. Per vedere cosa resiste, cosa si può migliorare, dove e come lasciare la propria impronta. Per divertirsi e riflettere sulla flessibilità delle parole, la vitalità delle idee, la circolarità delle storie.
Il progetto prevede:
1) una giornata di gioco, gara e spettacolo,con la partecipazione di “artisti della scrittura”, del mondo della letteratura, della comunicazione e dello spettacolo; 2) una Lotteria letteraria (Lampi di genio); 3) un Premio letterario (E tu, ce li hai i numeri?).
(leggi il resto su: www.affaritaliani.it)
draft.it novembre 2009 Favini per il BookJockey Day di Marcos y Marcos
Favini, storica società produttrice di carta, ha partecipato attivamente al Bookjockey day organizzato dall’editore Marcos y Marcos, tenutosi a Milano il 28 novembre, presso la Triennale. Favini ha infatti fornito Shiro Echo e Shiro Alga Carta per l’agenda rinnovabile e la comunicazione legata all’evento.
La giornata ha previsto diverse attività dedicate alla “scrittura rinnovabile” tra cui il concorso per la migliore cover letteraria, ovvero la riscrittura di un brano letterario. I finalisti si cimenteranno poi in una seconda prova con una rielaborazione di un breve brano tecnico. La sfida ad eliminazione diretta fino a decretare il vincitore che si aggiudicato una Ri’Bike, una bici personalizzata che interpreta un’opera d’arte del Novecento italiano ispirata ai numeri.
Andrea Nappa, ad Favini ha così commentato: “In una giornata dedicata alla scrittura rinnovabile non potevamo mancare con la nostre carte ecologiche e riciclate. Una seconda vita della letteratura supportata anche grazie all’utilizzo di carte Shiro”.
Il Bookjockey day ha visto la partecipazione di personaggi della letteratura, della musica e del teatro che interpreteranno brani riscritti per l’occasione. Tra gli ospiti presenti: Vinicio Capossela, Maurizio Matrone e Massimo Cirri.
LAB.Iulm.it
Sara Mariani gennaio 2010
Marcos y Marcos. Quelli che...la cover letteraria
'Pregherò per te', cantava Celentano sulla scorta di Stand by me, successo di Ben E. King degli anni Sessanta. Sergio Leone si ispirava ai samurai di Kurosawa per girare la scena del duello Eastwood vs Volonté in Per un pugno di dollari. E Duchamp 'truccava' con irriverenza il capolavoro di Leonardo, la Gioconda, facendone un'opera a parte. Ma se la "cover" fosse usata nella letteratura si tratterebbe di plagio? Non la pensano così gli editori della MarcosyMarcos, Claudia Tarolo e Marco Zapparoli, che hanno fatto della copia letteraria il fulcro di un'iniziativa rivolta a lettori e 'scrittori una tantum': il progetto 'Letteratura rinnovabile'. In collaborazione con il Gioco del Lotto, Eni, Fondazione Mondadori e altri enti, l'editrice milanese ha dato vita ad un evento aperto, il Book-jockey Day, alla Triennale di Milano il 28 novembre scorso, 'lotteria letteraria' in cui i partecipanti si sono sfidati a colpi di riscrittura di opere famose. Così Madame Bovary ha dato vita a sketch di fantascienza, Mark Twain è diventato un narratore rosa e Giacomo Casanova ha visto le sue Memorie rivisitate in chiave noir. Gli ideatori dell'iniziativa ci raccontano com'è nata l'idea della cover letteraria.
Da che cosa è nata l'idea di fare della "cover" una forma di creazione?
L'imitazione, com'è noto, è alla base dell'apprendimento. È la nostra risposta allo scandalo dei plagi di cui tanto si parla sui giornali. Piuttosto che copiare di nascosto è meglio ammettere che è impossibile creare prescindendo da ciò che ci circonda, ed esercitare la creatività come interpretazione personale.
Da tempo il mondo dei libri ha qualche difficoltà nel trovare spazio sul mercato: pensate che questa iniziativa possa servire a incentivare l'acquisto dei 'buoni' libri?
Siamo convinti che tra i motivi per cui in Italia non si legge ci sia senz'altro la diffidenza verso un'area troppo collegata alla scuola, alla fatica e alla noia. Scoprire il libro giusto per molti è stata un'esperienza fondamentale della vita, ma perché questo incontro possa accadere occorre togliere un po' di polvere, dimostrare che la lettura è una festa. Speriamo di poter dare il nostro contributo in questo senso.
Milano è un fiorire di scuole di scrittura creativa: c'è qualche legame fra questa 'moda' e la vostra iniziativa?
Il punto di contatto sta nell'attribuire valore alla scrittura. Ci si tuffa sempre di più sul nuovo, ma molte delle cose che si hanno a disposizione sono meravigliose: i classici sono una miniera di idee, di stili, di atmosfere. Riscriverli reinterpretandoli ci sembra insieme un omaggio, un momento di apprendimento, un atto di profonda (ri)creatività.
C'è un profilo di 'riscrittore' tipo?
Ci ha fatto piacere vedere tanti giovani tra il pubblico: l'età media si aggira intorno ai 28 anni. Ci sono state in maggioranza riscrittrici femmine, ma non si può parlare di un 'tipo': alla lettura, alla letteratura e alla riscrittura si dedicano persone davvero molto diverse fra loro.
Che interesse ha una casa editrice a fare "scouting" letterario, cosa che di questi tempi è molto comune in altri campi, per esempio la musica?
Tutti sono a caccia di veri talenti: nel mondo del software, della fisica, dell'ingegneria meccanica. Ma i talenti autentici sono pochi, trovarli un lavoro enorme. Appuntamenti come il BookJockey Day possono essere occasioni di incontro: e Milano - che è una delle città più ricche del mondo da ogni punto di vista - ha estremo bisogno di momenti di aggregazione in cui si mescolino convivialità e creatività.
Che cosa riserva, secondo voi, il futuro della tecnologia per il mercato dell'editoria? Il cartaceo avrà ancora valore?
Tra il 2010 e il 2012, anche in Italia la lettura degli ebook - complici strumenti molto migliori - inizierà a diffondersi. Questo intaccherà in parte il mercato dei libri tascabili, e in generale di bassa qualità. Ma il cerchio dei lettori forti si stringerà ancor di più, in senso positivo, attorno a chi i libri li farà con estrema attenzione alla loro consistenza fisica. I libri belli, ben scelti e ben curati in ogni aspetto acquisteranno ancora più valore!
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