Ilaria Ciavattini Stampa

Finite anche le ultime due scatole di carne, Giacomo e il frate si andarono a sdraiare su due reti all’angolo del dormitorio vuoto.

La luce era saltata da giorni e l’unico mozzicone di candela rimasto in quella stanza si era spento.

Giacomo, per la prima volta dopo molti giorni, chiuse gli occhi e sognò : Giacomo è al mare, fa caldo, c’è tanta acqua, tutto è “normale”.

Il frate, dall’altro lato della stanza, sentì un lamento lieve, come di bambini. Il silenzio. Poi passi pesanti, accompagnati da un bastone.

“È tutto aldilà delle finestre sbarrate, è là, è fuori, non possono entrare” pensò, e restò immobile, anche quando sentì qualcosa strisciare accanto al suo lenzuolo.

Giacomo cammina verso il mare, vede la sua donna accanto, le sorride.

Il frate trattenne il fiato, occhi aperti, allungò il braccio, piano.

Giacomo bacia la sua donna, affonda i piedi nella sabbia.

Una mano si insinua sotto il lenzuolo, il frate allungò il braccio, ancora, piano.

Giacomo è ormai alla riva, si china, bagna le mani.

Il frate sentì un paio di seni a contatto con la sua schiena, si voltò, gridò, bestemmiò, si divincolò.

Giacomo si sveglia, qualcuno lo abbraccia nel letto, un corpo di donna, gelido.

Un cane abbaia fuori.

Il frate riuscì ad afferrare il bastone e cominciò a menare colpi alla cieca.

Niente pietà per i morti, niente pietà, niente pietà, niente pietà.

Tornò la calma: il cane non abbaiava più, nessuna voce fuori, nessun vecchio che cammina al di là della finestra. Morte le donne, finalmente.

Rimasero tranquilli per il resto della notte.