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La cena ci saziò e con le pance piene ci recammo verso la stalla dove i nostri letti di fieno ci aspettavano, con noi due turiste, che, avendo perso la strada, erano state invitate dal fattore a passare qui la notte.
La stalla era buia e fredda, la piccola candela venne spenta da un sibilio del vento. Ad un tratto, l’atmosfera cominciò a scaldarsi.
Marie si avvicinò pian piano a me, pensa che probabilmente aveva notato i miei sguardi ammiccanti durante la cena, cominciò a baciarmi il viso mentre con le mani mi accarezzava la schiena.
Ricambio i suoi gesti e ci troviamo abbracciati l’un l’altro.
Sento le sue unghie sulla pelle, le sento penetrare, comincio a provare fastidio, dolore...ho paura!
Cerco di divincolarmi, ma la sua presa è inspiegabilmente forte, quando finalmente riesco a liberarmi, di Marie sono rimasti solo i lunghi riccioli mori, due affilati canini fuoriescono dalle sue labbra. Allontano il vampiro quando improvvisamente cado a terra, non sento nulla, solo dopo qualche minuto, quando mi accorgo che la paglia è color rosso rubino, avverto un dolore straziante. Offuscato dalla coscienza che pian piano mi abbandona.
Sento uno per uno i canini di quel maledetto cane da guardia che mi penetrano lentamente la gola. Ora che il cane è lontano da me, richiamato dalla megera vampira, sento il dolore delle ferite.
In sottofondo le urla di Stefano, passo gli ultimi istanti della mia vita a sperare che almeno lui ce la faccia.
Con la tunica a brandelli il frate riesce a immobilizzare l’altra vampira, con una mano le tiene il volto schiacciato per terra e con l’altra afferra un rastrello nascosto tra la paglia. Comincia a colpire..e continua..fino a che quello che resta è materia grigia e sangue. È accecato dalla follia, lo vedo avvicinarsi a me mentre riduce a pezzetti tutto ciò che incontra sulla sua strada. Non risparmia neanche il fattore, giunto nella stalla dopo aver udito le vostre urla. Si china verso di me, lo guardo e i suoi occhi sono rosso fuoco, sbarrati...mi fissano, ma sembrano quasi non vedere! Faccio appena in tempo ad accorgermi di quegli strani segni sul suo collo che...la tranquillità torna nella stalla.
Stefano ora è uno di loro! |