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Quella sera avevamo mangiato con appetito e ci coricammo su due grandi pagliericci, al buio, ché la candela era finita.
Ero steso da poco sulla paglia quando improvvisamente una mano ghiacciata mi tocca la pancia. Mano gelata come la paura che mi aggredì in quel momento.
Paura di cedere alla tentazione della carne quando credevo che quella fosse la mano di Giacomo. Terrore assoluto e definitivo quando capisco che quella mano di femmina era!! Femmina spudorata.
Urlo e chiamo Giacomo, per fortuna la mia tonaca mi autorizza a ribellarmi al tocco femmineo.
Il mio urlo ne chiama altri. Sento che Giacomo è in difficoltà e non riesce a raggiungermi. Il cane abbaia come un pazzo. Giacomo è in difficoltà, lo devo salvare!
Riesco a impossessarmi del bastone e inizio a menare.
Il vecchio che tossiva come un cavallo tace improvvisamente, temo di averlo seccato il cane l’ho preso di sicuro!
Colpisco anche una donna che urla “Ah, Dio mio!”
Il buio impedisce di vedere che cosa è successo davvero il sonno prevale. I morti e i feriti li contiamo domani. |