Alessandro Re Stampa
Rividi Tonio, l’altro ieri, Tonio Kröger. Ora è innamorato di una ragazzina di nome Inge, niente di che: ha le lentiggini. È la figlia del dottor Holm, se non erro, quello che abita in piazza del Mercato: un brutto posto, poco tranquillo.

Anche un cieco avrebbe potuto capire quanto Tonio fosse rapito da lei, se fosse stato presente, l’alta sera, al salotto di un’amica comune, mia, di lui e di lei.

Egli sembrava proprio un bambino totalmente assorto nella contemplazione di un giocattolo meraviglioso e irraggiungibile.

Cosa ha trovato di così bello in lei, poi, questo non so dirlo; una ragazzina come tante altre: pettegola, dalla risata facile (una risata volgare), goffa, con mani da mercante irlandese e finta oratrice di buon gusto: straordinariamente medriocre, insomma.

Gli voglio ancora bene, tuttavia. Ricordo quando fissava me, anni fa, con quegli occhi lucidi da fanciullo. Sono sicura che, dopo quell’incontro, Tonio non riuscì a prender sonno, romantico com’è: stringendo forte le coperte avrà pensato e ripensato al viso e ai modi di Inge, i quali certamente saranno apparsi angelici. Avrà pianto di malinconia e di gioia. È ancora un bambino.