De Isabella, Granvillani, Manfredi, Sanvito Stampa

La luna splendeva alta nel cielo stellato di mezzanotte e la sua luce rifletteva argentea sulle sue lunghe trecce bionde. Figlia del dottor Herman, abitava nella piazza più importante della città, dove si ergeva monumentale la chiesa gotica con i suoi pinnacoli aguzzi.

Antoine, ch abitava nella stessa città l’amò fin da ragazzo.

Come poté avvenire? La incontrava quasi ogni giorno. Quella notte però vi era un chiarore diverso: vide come, parlando con un gatto, piegasse dolcemente il viso, gli si avvicinasse sorridente e come in un certo modo l’animale sembrasse capirla; gli accarezzava il muso ferito per il graffio di una spina e grazie al suo lieve tocco scemava ogni dolore.

Le sue parole parevano provenire da un altro mondo e ne rimase a tal punto incantato, che si innamorò di lei quasi come per magia.

Da quella volta la pensò sempre, senza un attimo di respiro, non riusciva ad addormentarsi, perché non capiva che strana creatura lei fosse. Al solo rievocare quelle parole, quei gesti e quella magica bellezza, rabbrividiva.