Caterina Colombo Stampa

Per un intero anno Inge aveva sedici anni. Per un intero anno Tonio la vide tutti i giorni. Ma la sua presenza non gli diceva nulla: insipida fanciulla con lo sguardo vacuo volto nell’aria.

I pensieri di Tonio, la notte, evocavano il bel viso efebico di Hans.

Anche Hans aveva sedici anni, ma possedeva quell’incanto di un giovane delicato e perfetto. Dolce e armonico nelle forme maschili ingentilite da una natura femminea. Dolce e armonico nei movimenti, nel tono di voce languido, sussurrato, garbato. Vicino e irraggiungibile nello sguardo profondo come l’oceano, in cui poteva specchiare in silenzio la sua anima, e ogni volta trovarvi una diversa immagine riflessa.

Ma finita la notte giungeva il giorno e di nuovo gli  capitava di trovarsi accanto a Inge. Si trovava distratto e annoiato ad ascoltarla nei suoi lunghi monologhi senza tono.

Accadde però che un giorno nel salone vi era un’amica. Non era più Inge quella che ascoltava stancamente. L’altra presenza diede sfogo al comunicare spontaneo, allegro e argentino di ragazze libere di essere sé stesse, così lontane dalle movenze misurate e i manierismi sociali che l’epoca richiedeva in presenza di un uomo. Quell’etereo spirito di donna. in quanto diverso da sé, lo colpì per sempre.

Fu così che abbandonò i sogni su Hans e scoprì di amare profondamente una fanciulla. Ora Inge pervadeva i suoi pensieri notturni perché era come se l’avesse conosciuta per la prima volta. E ora anelava, anelava di sentire una parola unica, irripetibile e inequivocabile nella morbidezza dei suoni e dello sguardo. Un impalpabile amore ricambiato.