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Fantasy, fantascienza, fantapolitica, fantamatematica
Il punto P era prigioniero, poteva muoversi solo sulla circonferenza, a una distanza fissa dal suo carceriere, il centro O.
La regola che vigeva in quella prigione era “il raggio èr”, non n micron di meno, non un micron di più.
Quanti anni aveva P? Solo pochi secondi.
Il grande cattedratico di geometria analitica lo aveva appena disegnato sulla lavagna.
Poco distante da P, il bellissimo punto A scorreva vivendo sulla retta s. P si innamorò perdutamente di s, illuminata dalle lampade inserite tra la vecchia cornice di legno e l’antiquata lavagna di nera ardesia. Ma la retta s scorreva esterna alla circonferenza e il punto P, per tutta la durata della sua breve vita, l’avrebbe osservata, ammirata e amata, senza poterle saltare addosso.
La retta, o meglio il punto A, scorreva beatamente fino all’infinito (in realtà fino al bordo della lavagna). Poi il grande cattedratico disegnò un’altra retta, questa volta tangente, e la fece passare proprio per P.
P la baciò teneramente, si appoggiò su di essa, si chiuse in sé pensando a r e la sognò (r).
Per pochi secondi!
Fino a quando il grande geometra chiamò il commesso per cancellare la lavagna. |