Elisabetta Jankovic Stampa

NO NON SARA' UN'AVVENTURA

La notte seguente trascorse in una dolcezza nuova per lui. Rodolphe le giurò amore eterno e le raccontò le sue tristezze. Francesca lo interrompeva con i suoi baci. Rodolphe le ripeteva, contemplandola dalla fessura delle palpebre, di chiamarlo ancora per nome e non riusciva a togliersi dalla testa la canzone di Lucio Battisti: “No non sarà un’avventura, non può essere soltanto una primavera...”

Erano nel parco, come la notte prima, nel capanno del giostraio, un ambiente angusto, uno stanzino pieno di foglie morte. Si amarono tutta la notte su quel letto di foglie morte, vive con la loro passione.

E già al mattino dopo Rodolphe prese a mandarle sms a tutte le ore. Francesca gli rispondeva con messaggi brevi, piene di quelle contrazioni adolescenziali del tipo: TVTB, CDDC, MSRC.

Rodolphe si lamentava con lei, sempre tramite sms, della brevità.

Fino a quando, una sera, uscito prima dall’ufficio, fu preso dal capriccio di rivedere il capanno del giostraio subito, e pensare a quella notte. Non era lontano dal parco.

Arrivato nei pressi, vide da lontano un uomo e una donna, mano nella mano, ridere e entrare nel capanno.

Lucio Battisti iniziò a suonare di nuovo nella sua testa: “No non può essere lei. Francesca non mi ha mai chiesto di più, chi sta sbagliando son certo sei tu...”

Con gli occhi umidi, guardò disperato il laghetto: “Stasera mi butto, stasera mi butto...” gli suggerì Rocky Robert.

Si avvicinò alla staccionata, ma per fortuna Renato Zero si insinuò nella sua mente con un “Pensiero stupendo”, come avrebbe detto Patty Pravo, e cioè quello di bussare al capanno. Si sa mai...“Il triangolo no, non l’avevo considerato. D’accordo ci proverò, la geometria non è un reato...”

Rodolphe si preparò così a una nuova avventura: in fondo a tre non l’aveva mai fatto.