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Dopo l’incontro il desiderio di stare insieme cresceva sempre più. Il rapporto di “ieri” li aveva resi dipendenti.
Lei gli mandava sms chiedendogli “Dimmi T.A.T.A., TVB :)” e con gli occhi chiusi riviveva l’estasi trascorsa.
Nella sala convegni dell’albergo, seduti fianco a fianco ancora si sfioravano, si toccavano e le ginocchia vicine si fondevano riscaldate dal velluto rosso delle poltroncine come il giorno prima.
L’I-Phone li aiutava a chattare simulando risposte a clienti importanti, senza tregua, come il continuo desiderio di riunirsi ancora.
Lei gli rimproverava, incurante del marito seduto alla sua destra, la brevità dei messaggi di risposta. Non era mancanza di ardore la sua ma la paura di una strana identità e del suo compagno di sempre che gli sedeva a sinistra.
La pause caffè ed il cantiere di ampliamento per expo 2015 erano l’occasione per baciarsi ancora.
I calcoli di Giorgio, il suo bisogno di bere e poi liberarsi giustificavano al suo Marco le continue sparizioni così come il ciclo simulato di lei non insospettivano suo Marco.
Il vecchio ascensore fu l’alibi perfetto per simularne, rivivere l’amplesso nel secondo e ultimo giorno della convention annuale dei venditori, prima di tornare seduti in platea riprendendosi i propri marchi e le proprie identità. |