Erika Ruggeri Stampa

Lo sciopero nazionale dei trasporti non costituisce di certo un impedimento per Emma: ha solo un’ora di tempo da trascorrere con Carlo ed è determinata a non perdere l’incontro.

Emma si posiziona sulla strada principale, quella che collega il periferico quartiere  dove vive, al centro cittadino e sfodera il suo esile pollice, nonché il suo miglior sorriso, nella speranza di richiamare l’attenzione di un qualsiasi essere dotato di un qualsiasi veicolo, che sia disposto ad avvicinarla al centro della città.

Mentre si porta per strada ricorda gli incontri dei giorni passati: dal carrozziere, dal gommista, dal calzolaio... Carlo è così romantico! Non si stanca mai di ripeterle che l’ama, le scrive lettere con cadenza quotidiana di cui Emma lamenta la brevità, ma è sempre un’avventura andare a recuperare le missive in posti impensabili!

Il pollice teso dà i suoi frutti: uno sgangherato furgone arancione carico di variopinta umanità raccoglie Emma.

La nostra eroina d’improvviso si ricorda di avventure a bordo di taxi collettivi in terra d’Africa.

“Riuscirò a raggiungere Carlo?”. Si domanda.