Letizia Silletti Stampa

La giornata seguente trascorse come quella prima, e prima ancora... Pensarono quindi che fosse meglio iniziare a fare progetti e ad organizzare quella che ormai si prospettava come una lunga permanenza sull’isola... dovevano sopravvivere! Per prendere confidenza lei gli raccontò la sua vita. Rodolphe la interrompeva con mille domande per non farla intristire e non farle pensare alla fame, che lui leggeva chiaramente dalle smorfie sul suo volto e dal brontolio del suo stomaco. Anche lei gli chiedeva com’era la sua vita prima che il disastro aereo li conducesse sull’isola. Erano sulla spiaggia, come il giorno prima, e prima ancora... C’era solo spiaggia... e la capanna e il tetto... le stelle! Se ne stavano seduti spalla contro spalla su un letto di sabbia.

Da quel giorno pensarono che avrebbero dovuto procurarsi il cibo con le loro mani, poiché ciò che di commestibile era rimasto tra i resti dell’aereo era finito. Emma andava a cercare frutti, o qualcosa che vagamente somigliasse a frutti, e Rodolphe andava a pesca, o almeno ci provava, mentre lei lamentava sempre la scarsità delle sue capacità di pescatore.

Un mattino che il sole splendeva in modo particolare, Emma fu presa dal capriccio di mangiare un pezzo di cocco. Non era difficile arrampicarsi sull’albero per Rodolphe, pensava...