Chantal Trois Stampa

– Giuro.

– Anch’io.

– No, scemo, devi dire giuro anche tu.

– Giuro davvero.

– Ricordalo sempre: questa qui è una cosa importante, mica monate.

La capanna era a lato del bosco, si erano trovati lì, come il giorno prima.

Riuscivano a malapena a stare dritti; lo spazio era così stretto che le loro spalle si toccavano, ma era il loro posto, e andava bene così.

Il patto era questo: se il più grande, andando a scuola, lasciava un ramoscello spezzato sotto il sasso grande, quello sulla strada, il terzo subito a destra, adunata alla capanna, con effetto immediato.

Giovanni era sempre in ritardo, gli occhi stretti ancora pieni di sonno, la schiena curva sotto lo zaino troppo grande.

Bastava uno sguardo veloce per sapere se la giornata sarebbe stata diversa.

Quel mattino, imboccata la strada, spalancò la bocca facendogli cadere l’ultimo pezzetto, quello più buono, di pane, burro e zucchero. Il sasso era inclinato, si intravedeva appena il ramoscello. Il messaggio era chiaro: ci si vede alla capanna. La scuola quel giorno non avrebbe avuto il piacere della sua presenza.