Fiamma Petrovich Stampa

Sono una professionista, le russe sono molto quotate sulla piazza di Roma; sono russa e capace di ascoltare, se un uomo mai ne avesse bisogno. Mia sorella è nella moda, nostra cugina anche a Milano, che pure è una buona piazza. All’inizio ero lì, hostess e indossatrice, un convegno e una sfilata. Poi ho avuto il contratto con l’agenzia e ho preso contatto con i clienti. Uomini d’affari, banchieri e politici, con belle macchine blu che trasportano veloci da un salotto a un aeroporto.

Credetemi, era proprio la vita che volevo: sapevo intrattenerli tutti. Dopo pochi mesi ero in possesso di un buon archivio digitale; con decine di video da far fruttare. Una come me è una tipa invisibile, inutile dirlo; se si ha a che fare tutte le notti con uomini pubblici c’è una protezione particolare che ti sottrae agli sguardi. E nessuno vedeva, infatti.

Senonché una volta si presenta il tipo dell’agenzia, per un amorevole scambio di idee, dice. Lo lascio a letto e vado alla doccia, il pc è affogato nel lavandino. Il mio futuro è scomparso nell’acqua e io non potrei né saprei che altro fare, se non restare avvolta nell’asciugamano bianco.