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LE CONSEGUENZE DI UNA LINGUA IN BOCCA
Sono emiliano, nato bene e cresciuto male a Parma, nell’Emilia appunto altrimenti non sarei emiliano. Giratubi fino al midollo, uomo idraulico. Mio padre era un lavandino,se mai ve ne furono come lui, mio zio era famoso per aver sempre l’influenza, cagotto e raffreddore.
Ed io a star lì con loro, spesso non mi sentivo bene. Poi mi sono trasferito nel modenese per lavorare in uno stabilimento di ceramiche Ero bravissimo a decorare le piastrelle, ma poi mi passarono al reparto sanitari. Che andare a lavorare con il mal di pancia, una fatica! Credetemi, ero proprio fatto per stare in mezzo ai sanitari, un vero amore, contraccambiato. Dopo qualche anno ho vinto l’appalto dei cessi pubblici di Milano, quasi duemila orinatori alle mie dipendenze.
Uno come me, sarà che avrò preso da mio zio inutile dirlo, ha sempre il naso tappato. E se si ha a che fare dalla sera alla mattina con un paio di migliaia di virgole nel vespasiano, c’è proprio da evitare le Valda. Ed io le evitavo, infatti.
Senonché una volta trovai un duro che non voleva tirare lo sciacquone, lasciando lo stronzo, tale il proprietario, lì in bella mostra. Nel corso del seguente scambio di idee, non so bene perché, non so bene per come, mi infilò mezzo metro di lingua in bocca. Il mondo scomparve nel buio, così come il suo stronzo quando tirammo la catenella insieme, guardandoci dolcemente negli occhi. |