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Fabrizio era un imprenditore brianzolo. Ebbe successo fabbricando armi che esportava in tutto il mondo, un mercato che purtroppo non conosce mai crisi.
Viveva ad Agrate Brianza, nel piano superiore al capannone di sua proprietà. Aveva ereditato la passione per le armi dal padre, che l’aveva anche aiutato ad aprire l’attività.
Trascorreva le giornate nella sua fabbrica dalle 9.00 alle 22.00, controllando ogni minimo particolare.
Un piovoso lunedì autunnale cambiò la sua vita. Stava discutendo con una sua dipendente su un problema produttivo: “Queste pistole devono essere pronte entro domani sera!”, disse a Francesca, l’operaia.
“Le ho già detto che non sono arrivati tutti i pezzi per il montaggio!” rispose Francesca alzando la voce.
In quel mentre Fabrizio sentì squillare il suo cellulare e si girò di scatto per rispondere. Non si accorse che dietro a lui era stato azionato il braccio meccanico di un macchinario. Il colpo fu violento.
Soccorso da Francesca, Fabrizio si riprese solo dopo alcuni minuti. Aprendo gli occhi vide il suo sorriso ed i lineamenti del viso della ragazza che si distendevano. Per lui fu come un colpo esploso da una delle sue armi, se ne innamorò all’istante. Decise con lei di cambiare vita. Chiuse la fabbrica e decise di fare il fiorista perché da quel fatidico giorno non poteva più vedere nessun tipo di arma. |