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Sono siciliano, nato e cresciuto a Palermo, quartiere Brancaccio. Siciliano fino all’osso.
Mio padre vendeva “CACCAVETTA E SIMENZA” ai bordi delle strade, mia madre non l’ho mai conosciuta.
Io non ero né carne, né pesce.
Da sempre affamato e in cerca di qualcosa da mangiare.
Un giorno d’agosto, rubai dei limoni nel giardino di Don Ciccio, andai in taverna da Mariano e mi feci dare un bicchiere di acqua e zucchero, “Calo di pressione”, dissi.
Non si sa come, un capannello di persone mi circondò, non si spiegavano il perché di quell’espressione beata.
La storia dice che quella fu la prima limonata che vendetti.
Nel giro di pochi giorni gestivo una bancarella di limonate a Palermo, quartiere Brancaccio.
Di notte rubavo i limoni e di giorno facevo le limonate.
Lavoravo sempre, non avevo più tempo per nessuno, presto la solitudine divenne la mia unica compagna.
Un giorno di un mese che non ricordo la vidi, non sembrava un granché fianchi larghi, collo allungato, me ne innamorai perdutamente.
Non importava più se avesse fianchi larghi o stretti, se fosse bionda o rossa, la amavo e lei mi possedeva come nessun altro aveva fatto mai.
Per lei persi tutto, soldi, fama e dignità semmai ne avessi avuta una. La imploravo ad ogni porta finché Mariano, il tavernaro di cui vi ho parlato non me la fece rivedere.
Me la diede, in testa questa volta.
Non so se fu la botta o un intervento divino, il mio cervello di colpo si riassestò.
Ho smesso di bere, non sono più innamorato e sono tornato a essere quello di una volta, né carne né pesce. |