Sergio Palmieri Stampa

LE CONSEGUENZE DI UNA BOTTA

Sono lombardo, nato e cresciuto a Caronno Pertusella, in Brianza; da buon brianzolo sono uno che bada al sodo. Mio padre era medico, mio zio macellaio, e io, all’inizio, ero un po’ dell’uno e un po’ dell’altro: i miei amici non volevano mai giocare al “dottore” con me.

Poi mi ritrovai in una grande azienda di moda, e presi ben presto confidenza non solo con gli strumenti del mestiere, ma anche con quelle belle modelle che fanno risparmiare tanta fatica, tanto non escono con te.

Credetemi, ero proprio fatto per quel mestiere: sapevo disegnare di tutto. Dopo qualche anno ero lo stilista di punta, con quasi duemila donne alle mie dipendenze e qualche uomo per le mansioni più dure.

Uno come me è un tipo combattivo, inutile dirlo; e se si ha a che fare dalla mattina alla sera con un paio di migliaia di belle donne, c’è proprio da divertirsi.

E mi divertivo, infatti. Senonchè una volta trovai un osso duro, un vero tanghero che, nel corso di un piccolo scambio di idee, mi assestò sul cranio la cucitrice che teneva in mano. Il mondo scomparve nel buio, e io non sentii né capii più nulla. Io e Stefano siamo insieme ormai da tre anni.