Luca Maino Stampa

Mi sun lumbard, nato e cresciuto a Sesto, nella cintura industriale milanese; baüscia fino al midollo; quadrato e piano come non ce ne sono più in giro. Mio padre lavorava in officina, mio zio aveva un pezzo di terra, con oche e galline, dalle parti di Concarezzo. Io invece, sono entrato in una fabbrica d’armi, ma poco dopo ho chiesto il trasferimento dall’armeria al reparto motrici. Credetemi, ero proprio tagliato per le macchine. Dopo qualche anno, gli ordini sono aumentati ed il principale, per non andare giù con la piena, ha assunto un pò d’operai. Nel mentre ho preso la tessera, perché caro mio, se vuoi fare qualcosa per gli altri devi lavorare come un mulo. Ascolta me, sono deciso e combattivo ma aver tra le mani duemila famiglie è una cosa da levare il sonno. Certo gli scontri non mancano e le teste calde ci sono dappertutto; alle assemblee delle volte avrei voluto aprire la testa a qualcheduno per vedere cosa c’era dentro. Ma le soddisfazioni, quelle prima o poi arrivano...


Una sera, rincasando, Enzo salutò la Rosina alla finestra, infilò le chiavi nel portone e diede la prima mandata, si sentì chiamare per nome, si voltò ed il mondo, il suo mondo, scomparve nel buio, inghiottito da due colpi secchi e ravvicinati. Bum! Bum!!