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Paolo posò il bicchiere vuoto sul bancone. Ancora la testa gli girava e il whiskey non era stato di alcun aiuto.
- Sentite, non mi ricordo più nulla.
In effetti, qualcosa cominciava a ricordare, ma non l’avrebbe mai rivelato a nessuno.
- Ma come è possibile?
- È come se mi avessero dato una botta in testa con una leva di ferro!
Tutto era iniziato quando era entrato nella stanza del compressore. Anche se era il padrone, gli piaceva ancora sporcarsi le mani con i macchinari. Era un uomo pratico, lui, proprio come suo padre, il fabbro ferraio che aveva fondato la fabbrica di armi.
- Ma dovresti avere un bel bozzo da qualche parte...
- Cosa ne so, ricordo solo un gran buio!
Fece cenno al barista di portargliene un altro, mentre i ricordi di facevano sempre più delineati, facendogli salire un groppo in gola.
- Ti ha ritrovato quel gran frocio di Mirco, magari ne ha approfittato, bello steso che non potevi opporre resistenze!
Paolo fulminò il suo amico con lo sguardo.
- Uno come me quelle cose non le sa fare neanche da svenuto!
Sperò che quello bastasse a farlo smettere. Un osso duro col quale aveva avuto parecchi scontri.
- Cosa direbbe il tuo vecchio se sapesse che il suo erede è stato salvato dalle grida isteriche di una checca?
- Mi sarei ripreso in pochi minuti. Non mi abbattono migliaia di lavoratori non lo farà uno sbalzo di pressione!
Stavano lavorando al manometro quando i loro sguardi si incrociarono.
- Parliamo di cose serie, cosa si fa stasera?
- Ma non è meglio che ti riposi?
Le labbra di Mirco si erano posate sulle sue. Il cuore aveva cominciato a battere all’impazzata non aveva la forza di staccare le labbra da quelle di Mirco. Il mondo scomparve nel nulla e lui non sentì né capì più nulla.
- Stasera andiamo al Broadway. Me le faccio tutte, stasera!
- Ma sei sicuro?
Quello che il terzo whiskey non gli aveva cancellato dalla mente era quanto gli era piaciuto quel bacio e quanto era stato bello sprofondare in quel buio.
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